Rassegna storica del Risorgimento

MORELLI MICHELE
anno <1921>   pagina <30>
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ANTONIO UOKBttEX
soltanto da essi nel numero come sopra. Avendo U Ee Ferdinando I spergiurata la data Costituzione, successe l'entrata degli austriaci nel Regno, nel mese di marzo 1821. Il Morelli costante nel suo pensa­mento risolse di portarsi coi suoi subordinati di bei nuovo in Monte-forte, perchè assicurato dal Tenente Generale Pepe che colà avrebbe trovato altra forza di truppa Militari e Legionari all'oggetto di riagi­re contro gli austriaci; ma ne restò deluso col non avere nella contrada Monteforte rinvenuto alcuno dei Liberati*: premesso ciò, si vide costretto a battere la via di Riano di Puglia. Giunto nel Paese detto Dentecane ha preinteso che ordini rigorosi del Re spergiuro l'intercettavano il cammino e quindi verso le ore tre di notte si vide forzato di sciogUere il così detto Squadrone Sacro da Lui co­mandato.
Dietro di essersi colle lagrime agli occhi congedato dai suoi fidi subbordinati, si è incamminato, una col suo compagno Capitano Silvati coll'idea d'imbarcarsino in qualche punto dell'Adriatieo, e ne avevano ottenuto l'intento dirigendosi per- la Corsica .
Disgrazia volle che furiosa tempesta menò a terra in punto del Regno di Napoli li due infelici ohe cercavano salvarsi dall'ira Borbonica; e, siccome per tal causa, si trovavano malamente acconci nella calzatura si sono ineaminati per un vicino paese onde farsino accomodare i stivali da un calzolaro. Questi nell'essere compensato della sua fatica si è accorto che dalla fascia del Maggiore Morelli saltarono delle monete d'oro e così subitamente ha dato parte allo ispettore di Polizia cui li raggiunse in camino, ed, avendone presso di se le filiazioni, li arrestò immediatamente, dandone parte alle autorità.
Condotti con tutto rigore in Napoli furono sottoposti ad un giudizio di lesa Maestà e con generale dispiacere vennero afforcati verso la fine dell'està (12 settembre) del 1822 .
Alcune inesattezze sono contenute in questa narrazione. Le avventure quasi romanzesche occorse ai due ribelli, dopo la fuga e prima della cattura sono dal Morelli narrate minuziosamente nel costituto del processo.