Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <
> 1852
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1985
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302
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Vittoria Ruffini Tucci
Nello stesso tempo quell'incalzare di discussioni e di attacchi, che sul piano teorico gli venivano da tanti validi avversari in Italia e all'estero, si va rarefacendo e gli lascia maggior respiro per la sua attività pratica. Resta incontrovertibile che l'unico che possa gestire le forze insurrezionali d'Italia coordinandole con movimenti paralleli in Ungheria, Germania, Francia è Mazzini. Sul piano pratico ha varato con qualche successo il Prestito nazionale, su quello giuridico è il depositario di quell'ordinamento della Repubblica Romana considerata runica base valida come punto di partenza di un futuro assetto politico in Italia. Se dopo il 2 dicembre il Comitato centrale democratico europeo cessa praticamente di esistere, Mazzini ha il vantaggio di poter chiarire la sua posizione nei riguardi del socialismo, soprattutto del socialismo francese, che aveva avvicinato con una serie di compromessi, e quello di dichiarare che il centro insurrezionale europeo deve essere spostato dalla Francia all'Italia. È accaduto, insomma, qualcosa di nuovo che è molto importante far conoscere all'opinione pubblica europea, come è indispensabile per lui cercare di riconquistare nel mondo degli esuli, ove vi sono state defezioni e ostilità, tutto il suo prestigio. Occorrono, quindi, con la massima urgenza, giornali attraverso i quali far sentire la sua voce. A parte qualche giornale inglese, sul continente resta ben poco a sua disposizione: fin dal '50 sono stati aboliti in Francia Le Proscrit e la Voix du Proscrit che avevano diffuso i vari appelli per la formazione di Comitati nazionali facenti capo al Comitato centrale europeo.
Nel '51 avevano cessate le pubblicazioni L'Italia del popolo di Losanna e il francese National, che il 13 marzo del '50 aveva riprodotto il suo manifesto La Revolution (senza mancare di accogliere il manifesto del dissidente Comitato latino) viene messo a tacere dalle restrizioni sulla libertà di stampa. Resta L'Italia e popolo di Genova, mentre il Progresso di Torino sul quale Mazzini aveva fatto affidamento si mantiene nell'ambito di un'opposizione costituzionale che molto lo delude.
Nel febbraio del '52 Mazzini pubblica in Inghilterra quel Manifesto agli Inglesi che aveva letto nella sede degli Amici d'Italia a Londra. Questa dichiarazione, stampata il 25 febbraio dall'Italia e Popolo, è destinata a combattere lo sconforto della Francia progressista dopo il 2 dicembre ed è anche la prima chiara presa di distanza dall'immenso sofisma del materialismo francese. È in questo periodo che incominciano gli stretti rapporti di Mazzini con la Nation di Bruxelles.
La Nation era stata fondata nell'aprile del '48 come quotidiano repubblicano: redattore Louis Labarre,2) giornalista, pubblicista, condirettore ed editore Charles Potvin,3) affermato scrittore belga.
2) Louis Labarrc: nato a Dinant nel 1810, morto a Bruxelles nel 1892. Fu destituito nel '30 dalla Scuola elementare di Dinant dove insegnava, per aver scritto una lettera aperta al Ministro Van Maenen. Pubblicista e commediografo, nel '39 alla direzione del giornale Charivari Belge, nel '43 aveva collaborato nel National di Parigi e nel '47 era stato direttore della Tribune di Liegi. Nel '48 aveva preso in mano la Nation, giornale repubblicano e democratico.
3> Charles Potvin, nato a Mons nel 1818 e morto a Bruxelles nel 1902. Professore, critico, poeta e drammaturgo. Direttore della Belgique Démocratique (1849) poi condirettore e fondatore della Nation. Si occupò di storia, d'arte e di letteratura e si battè con i democratici per i problemi sociali del suo paese.