Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <
> 1852
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1985
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306
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306 Vittoria Ruffini Tucci
Ma la lettera più significativa è quella che invia a Torino a Giovanni Grilenzoni, che si era fatto portavoce di una protesta di socialisti italiani alle dure accuse dell'articolo.
Ho letto ciò che scrivi sull'assalto ai socialisti. Sarebbe lungo rispondere ai nostri amici... 1 nostri amici dell'interno non hanno tenuto dietro al lavoro degli elementi diversi che hanno prodotto la crisi del 2 dicembre come abbiamo potuto farlo noi, Stiamo riordinando in questo momento in Francia il partito, e non è, se non a patto di evitar gli errori passati, che riesciremo. Del resto non esageriamo le conseguenze. Nel partito attivo, Louis Blanc non ha un uomo; né gli altri. Gli operai attivi sono con noi, e mi dicono di tenere quel linguaggio. In Francia non avremo rivoluzione, se non affratellando la '*petite bour-geoisie" al popolo; e la perite bourgeoisie è atterrita dalle soluzioni esclusive, minaccianti la proprietà. Bisogna piantare una bandiera intermedia, che senza rinnegare alcuna delle Cose che vogliamo e abbiamo diritto d'avere e debito di conquistare, non offenda la tradizione e l'esistenza d'elementi trasformabili sempre, ma eterni . M)
Dopo questa chiarificazione era necessario che i redattori della Nation che aveva divulgato l'esplosivo scritto mazziniano dicessero il loro parere in proposito.
Apparve infatti un lungo articolo di Potvin pubblicato in due riprese (20 e 27 marzo) dal titolo L'A venir . Con poche modifiche ne riproduceva un altro uscito nel novembre del '51 in vista di quelle elezioni che avrebbero potuto salvare la Francia da Luigi Napoleone. Rivolto ai francesi perché facessero ogni sforzo per difendere nel loro paese e in Europa l'avvenire della libertà e della democrazia, precisava che l'uomo politico deve rappresentare l'idea della maggioranza che lo elegge e quindi essere ben conosciuto e sondato. L'articolo spiegava poi cos'è la democrazia e che cosa rappresenti nella vita politica. La democrazia non è sovversione e rifiuto dei princìpi tradizionali e tanto meno minaccia all'idea stessa di Stato, ma un sistema aperto, pronto ad accogliere tutte le esigenze, pronto a limitarsi ad un programma minimo in seno al governo in vista di uno sviluppo futuro liberamente dedotto su basi filosofiche e scientifiche. Qualsiasi candidato proveniente da qualsiasi classe sociale può dunque dar voce a dei princìpi ed essere loro fedele in nome della libertà e della volontà dei suoi elettori.
Una formulazione che presentava il merito della precisione e della chiarezza.
Parlando degli schieramenti delle future elezioni francesi del 2 dicembre 1851, Potvin prevedeva una scissione tra la Montagna e i socialisti e si metteva in una posizione intermedia: da essa la sua analisi del socialismo. Rifacendosi al '48 lo scrittore faceva una distinzione tra rivoluzione sociale e rivoluzione socialista. Rivoluzione sociale sì, socialista no: Le socialisme proprement dit n'a pas encore créé sa science, il n'est pas encore une philo-sophie: il en est à chercher ses éléments fondamentaux dans ce chaos de
e chiesuole, ma non un Partito. TI socialismo inteso a quel modo ha fatto un danno incalcolabile alla Francia e al partilo repubblicano. 1 buoni tra i francesi stessi lo sentono... Ho lettere d'adesione da tutte parti di Francia.... S.E.I., voi. XLV11, pp. 225, 243, 301, ") Lettera a Giovanni Grilenzoni del 16 aprile 1852. S.E.I., voi. XLVI1, pp, 228-229.