Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <
> 1852
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1985
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307
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Mazzini e la 4-Nat fon. 1852 307
systèmes différents contradictoires... Le socialisme a un principe, mais pas encore un dogme. Lo provano quattro anni di discussione tra socialisti francesi dopo la Rivoluzione di Febbraio. In conclusione: il y a des socia-listes, il n'y a pas de socialisme. Senza una base unitaria da presentare in un confronto politico vi è quindi tra i socialisti un muoversi disordinato che ha spaventato la borghesia francese. Essi a suo tempo avrebbero dovuto capire che astenendosi dal mirare al governo avrebbero favorito quel libero regime democratico nel quale, agendo nella legalità, si potevano rimuovere gli ostacoli al progresso senza correre ad uno scontro tra le classi sociali. In realtà, anche non dimenticando che dalla rivoluzione del Luglio 1830 numerosi pensatori francesi nelle loro soluzioni utopistiche o nelle loro premesse moralistiche religiose, avevano centrato la situazione reale del contrasto classista di una nascente civiltà industriale, le loro premesse e soluzioni restavano ancora nel campo dei tentativi (come quello fallito degli Ateliers Nationaux) e non presentavano una solida formulazione politica da contrapporre a un riformismo moderato e pacifico.
Non sappiamo se Potvin condividesse la visione globale e religiosa del concetto mazziniano di Popolo, ma nel rifiuto pratico del socialismo da quel momento era d'accordo con Mazzini. Il tono del suo articolo differiva però da quello di Mazzini nello scritto Devoirs de la Démocratie ; mancavano i violenti j'accuse dell'Italiano contro i socialisti francesi che venivano definiti sprezzantemente materialisti . Per Potvin si trattava, giustamente, di imprecisione ideologica, non di malafede. Si noti che inoltre il Belga aveva abilmente riprodotto nel suo giornale un proprio articolo precedente il 2 dicembre, mettendosi al riparo dal doversi pronunciare in merito alle polemiche seguite al colpo di Stato. Anche la breve nota che lo seguiva si manteneva sul generico: Jamais le parti du droit n'a eu plus besoin de la force que donnent des idées arrètées fixées pour tous, et de l'entente qui doit résulter du classement naturel des différentes fractions .
Com'è noto l'articolo di Mazzini aveva provocato la reazione degli esuli francesi e la loro vibrante protesta apparsa il 27 marzo sul Morning Adver-tiser. Un attacco personale che accusava l'Italiano di atteggiarsi a Cesare della democrazia, lo paragonava a Luigi Napoleone e ribatteva l'accusa di settarismo bollandolo d'inazione al momento opportuno, di false impostazioni sull'idea dell'unità d'Italia e soprattutto d'ambizione. Blanc, Cabet, Leroux ed altri lo avevano firmato: una ritorsione molto pesante che Mazzini cercò di superare considerando i vantaggi di una clamorosa rottura chiarificatrice, ma che in fondo lo fece molto soffrire, provocando quella protesta che lo indusse a rivolgersi all'arbitrato dell'amica George Sand estranea alla polemica. La Sand gli doveva più tardi rispondere una lucida precisazione della situazione sociale e politica della Francia che escludeva responsabilità socialiste, ma anche con un fermo rimprovero per essersi attirato la reazione francese, reazione che non si era fermata ai socialisti, ma che rimetteva in questione la preminenza rivoluzionaria della Francia stessa.
A questo proposito la Nat fon pubblicava in data 29 marzo l'articolo di Ledru-Rollin Union et solidari té , appello alla democrazia francese, rimprovero alle discordie interne dei partiti che avevano causato la crisi della II Repubblica, ma soprattutto affermazione appassionata di un rilancio della Francia democratica come fulcro della rivoluzione europea. Timori e incomprensioni di altri popoli, specialmente dell'Italia avevano arrestato il suo