Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <> 1852
anno <1985>   pagina <310>
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Vittoria Ruffini Tucci
car elle contient des attaques personnelles et des calomnies". Vous vous seriez déclarés ouverts à toute discussion, que vous ne pourriez pas admettre celle-là, Je pense que vous n'avez pas lu leur écrit tout entier. Vous ne me demanderiez pas sans cela, de rayer le mot dont vous me parlez. Je suis compare à Louis Napoleoni il faut faien que je méprise et que je le dise. Le Leader21) lui-méme ici l'a senti: et bien qu'il soit leur journal, il insère ce soir une petite lettre de moi, dans laquelle le mot mépris est formellement prononcé.
Voyez donc s'il vous convient d'insérer l'article tei qu'il est. J'y insiste; et croyez bien, ce n'est pas par orgueil d'écrivain; je n'en ai pas l'ombre. Tout m'apparait nul aujourd'hui, excepté l'action. Mais je tiens à dessiner, à maintenir nettement ma positìon là où je crois remplir un devoir.
Comment voulez-vous que nous parlions finance? Vous refusez mon artìcle; vous avez refusé celui de RJbeyrolles, qui était le commencement de la collaboration franpaise. Je l'ai vu hier soir; j'ai vu Ledru-Rollin. Ils sont tous les deux désappointés; et il leur semble que vous avez brisé l'engagement pris de nous donnei- la direction de la politique européenne. Tout se fera; nous sommes disposés à maintenir tout ce que nous avons promìs; mais il faut savoir si nous avons un organe ou non.
Pesez mùrement la situation et vos devoirs: choisissez le terrain: dites hardiment votre choix s'il est le nòtre, comptez sur nous. Voilà ce que je peu vous dire aujourd'hui. Votre dévoué
Jos. MAZZINI
La lettera a Potvin è lucida e perfettamente articolata.
A Mazzini la Nation preme molto perché, come si è visto, è uno dei pochi giornali che gli restano nell'Europa continentale, ma dato il tipo di propaganda che egli sta svolgendo soprattutto nei riguardi del nuovo fronte rivoluzionario francese, gli è indispensabile un'adesione assoluta. Mantenerla in bilico su dei compromessi è per lui ancor più rischioso che perderla ed egli pensa che non la perderà, sia perché i redattori aderiscono alla sua linea ideale, sia perché hanno bisogno di un suo diretto e immediato con­tributo finanziario che, come si vede dalle continue sollecitazioni, è loro indispensabile. Cercando di forzarli ad una scelta precisa Mazzini non tra­scura di dare loro una giustificazione della sua direttiva pratica.
Non si preoccupino quindi dei dissidenti dell'emigrazione italiana che, come quelli del recente Comitato latino, sono poco seguiti: le iniziative valide riguardanti l'Italia sono nelle sue mani. Il punto fondamentale resta l'asso­luta esclusione di quei socialisti francesi che egli chiama Comunisti . Questo termine che egli usa indiscriminatamente potrebbe far sorgere dei dubbi. Come lui stesso ha fatto più volte notare parlando di frazionamento e di chiesuole i pensatori politici francesi offrono una gamma di prospet­tive e di ricerche varie e spesso contrastanti. Tutto sta a vedere chi vera­mente tra loro ha seguaci. Dal punto di vista teorico di comunisti che pro­clamano l'abolizione della proprietà privata e la lotta tra le classi non vi sono che Cabet e Blanqui; Pecquer, VidaJ, Leroux e lo stesso Blanc sono dei riformisti spinti che si appoggiano alla legalità e pretendono mutamenti dell'apparato statale.
Ma tutti, Cabet compreso, sono quegli utopisti che la Sand trattava
21) Giornale democratico inglese, che offrì larga collaborazione a Mazzini.