Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <> 1852
anno <1985>   pagina <311>
immagine non disponibile

Mazzini e la Nat ioti . 1852 311
da innocui teorici con scarso seguito e che Engels aveva sprezzantemente messo da parte quando interrogato del perché il Manifesto suo e di Marx del '48 era stato chiamato Comunista e non Socialista aveva risposto che il socialismo si riferiva a les apothicaires sociaux de tout acabit qui avaient ses entrées dans les salons, au lieu quc le terme de "communiste" avait une signification plus prolétarienne et plus révolutionnaire.22)
Si ha quindi l'impressione che, facendo di tutt'erba un fascio e mettendo da parte uomini che, come gli doveva rimproverare la Sand avevano dimo­strato pagando di persona di non essere affatto materialisti, Mazzini fosse preoccupato soprattutto di togliere di mezzo gli impedimenti ideologici che avrebbero messo in difficoltà quel suo indiscutibile posto di guida che egli riteneva indispensabile a un valido coordinamento della rivoluzione europea.
Penserà quindi lui, dice nella lettera, a spiegarsi con i francesi che lo appoggiano e che, come Ledru-Rollin si sono risentiti non per l'articolo apparso sulla Nation, ma per il Manifesto agli Italiani della fine gennaio. Può esservi al fondo la rivendicazione della supremazia nazionale e rivolu­zionaria italiana, ma anche dal punto di vista pratico Mazzini è persuaso che la sollevazione dell'Italia darà la carica all'Europa come nel '48 era accaduto con la Francia, mentre l'attuale compito dei francesi deve essere rivolto a cercar di salvare la repubblica nel loro paese prima che sia troppo tardi.
Non a caso, e i redattori della Nation lo sapevano, l'articolo Union et solidarité di Ledru-Rollin, che da tempo aveva letto il Manifesto maz­ziniano, era uscito solo alla fine di marzo, seguendo di poco il Devoirs de la Démocratie di Mazzini, e quasi contemporaneamente a quello ben più violento dei socialisti: segno che permaneva tra Ledru-Rollin e i suoi compa­trioti una specie di solidarietà nazionale. Polemica raisonnable che l'Ita­liano promette di risolvere, ma pur sempre polemica. Più triste è il contrasto con Louis Blanc, personaggio di rilievo, che in Francia ha contato e che, Mazzini si lascia sfuggire, avrebbe potuto occupare il posto di Ledru-Rollin nel Comitato Europeo: il che vuol dire, tutto sommato, che Mazzini ne accettava l'impostazione. C'è quindi la sua vanità delusa, non un contrasto ideologico a metterlo contro Mazzini che forse a suo tempo ha appoggiato Ledru-Rollin ritenendolo più malleabile.
Proprio in quei giorni Mazzini scrive alla madre (8 aprile): ... Avrete udito del grande assalto di Louis Blanc e dei socialisti: ingiurie e calunnie.... E conclude: i miei amici e le mie amiche hanno chiuso la loro porta a Louis Blanc che frequentava dappertutto dove frequento io . Prova anche questa che appartenevano ad un ambiente nel quale circolava lo stesso genere d'idee. Difficile quindi dire chi avesse scagliato la prima pietra e se in questo caso Mazzini non avesse mescolato un'antipatia personale alla persuasione che avvicinandosi un momento che pensava risolutivo, ritenesse indispensabile uscire da qualsiasi equivoco anche a prezzo di urti clamorosi.
Così egli cercava di mettere con le spalle al muro i redattori della Nation costringendoli ad una scelta inequivocabile. Questi ultimi, invece, prima di varare il contestato articolo in data 5 aprile, scrivono sul loro
22) Cfr. CHALLMS,. IM format ioti du socialisme, Paris, Aican, 1937, p. 103.
23) S.E.Ì., voi. XLVJI, pp. 225-226.