Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <
> 1852
anno
<
1985
>
pagina
<
313
>
Mazzini e la Nation . 1852
313
dall'ala conservatrice, che nel '30 aveva accettato la rivoluzione in nome dell'indipendenza dal protestantesimo olandese e dall'ala progressista, influenzata dalle teorie del Lamennais, che si era battuta per la libertà di stampa e di culto. I democratici dalle idee più avanzate avevano accettato la monarchia costituzionale come passaggio provvisorio alla repubblica nella quale avrebbero potuto allargare le conquiste sociali e politiche che ritenevano indispensabili.
Tra i due il partito liberale-moderato, il giusto mezzo che per la sua posizione di equilibrio aveva sempre finito coll'essere scelto per la formazione del governo.
Fino al 1839, anno nel quale le ultime vertenze tra Belgio e Olanda erano state appianate in un Congresso internazionale a Londra, i tre partiti avevano fatto fronte unico in nome della lotta contro le residue frange orangiste. Solo dopo il '39 era cominciato il confronto tra loro. Sempre più conservatori i cattolici, stretti attorno alla Chiesa ufficiale nella quale primeggiavano i gesuiti, depositari dell'istruzione qualificata; sempre più aperti verso la repubblica i democratici appoggiati dalle logge massoniche di recente creazione. 1 liberali impegnati fino al '39 a risolvere i problemi con l'Olanda, si erano in seguito mossi in direzione dei democratici, provocando un aperto dissenso con i cattolici, appoggiati dal re. Si era giunti al '46 con un alternarsi al governo dei due partiti di destra e di centro.
L'opposizione al governo cattolico e alla sua intransigenza clericale si era manifestata in quell'anno con tale vivacità che i liberali, tornati al potere, avevano riportato il paese su una linea politica stabile. Attenti ai problemi già in atto di un paese inaustrializzato, avevano da una parte varato riforme tra le più avanzate in Europa e dall'altra si erano tutelati da possibili azioni rivoluzionarie organizzandosi anche militarmente a difesa dei privilegi borghesi. Comunque nel '47 facendo scendere al minimo previsto il censo elettorale avevano raddoppiato il loro elettorato favorendo con opportune misure una piccola e media borghesia, prima solidale all'opposizione democratica.
Per questo, come si è detto, il '48 aveva avuto in Belgio un contraccolpo modesto. Quello che nel '48 aveva ripreso vigore era stato il partito democratico. Le minacce dell'ala estrema, tanto gravi da mettere in pericolo la monarchia, avevano provocato un riavvicinamento tra liberali e cattolici.
Chiusa la parentesi quarantottesca e sedati i timori che li avevano uniti, liberali e cattolici ricominciarono a fronteggiarsi. Scontri abbastanza duri sulla politica finanziaria e sull'insegnamento che i liberali volevano riportare su una linea laica, dimostrarono che questi ultimi tenevano fermamente il governo. Fu il colpo di Stato del 2 dicembre in Francia a ridar coraggio ai conservatorL
Non solo i cattolici si sentirono affratellati agli ideali di stabilità e di ordine che Napoleone portava in Francia, anche i liberali, allora al governo, guardarono a lui con evidente approvazione. Questo riflusso politico, applaudito dai loro competitori cattolici, li aveva invece messi su incerte posizioni nei riguardi di quell'elettorato liberale più avanzato che avevano strappato nel '47 al partito democratico.
Dai primi di gennaio del '52 erano incominciati ad arrivare in Belgio profughi francesi sfuggiti alle persecuzioni napoleoniche. Su pressione dei conservatori che li segnalavano come pericolosi portatori di idee estremiste,