Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <
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1985
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315
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Mazzini e la Nation . 1852 315
in genere o della Francia in particolare, ma consisteva soltanto nel conservare e migliorare le sue conquiste politiche. Cosa significava per il partito democratico belga rivoluzione e rivoluzionario? Rivoluzionario in un paese libero è chi intende conservare la libertà, far rispettare i diritti della maggioranza anche a costo di una resistenza armata.27)
Ma torniamo alla lettera di Mazzini e al suo articolo del 15 aprile pubblicato con il titolo Initiative révolutionnaire des peuples . Da come fu riportato dal giornale di Bruxelles è evidente che fu o riveduto da Mazzini stesso, o dagli stessi redattori del giornale secondo le riserve che avevano espresso. Il nocciolo dello scritto mazziniano, data l'intima persuasione dell'Esule sull' imminenza di una rivoluzione in Italia, stava nell'affermazione: ... agir avec la France et mème sans elle, si des circonstances imprévues pouvadent retarder sa marche... .
Per il resto si trattava di considerazioni storiche sul passaggio del-l'iniziativa rivoluzionaria da un popolo all'altro, sui meriti passati della Francia come guida del progresso politico e sulla sua fase negativa nell'attuale momento. Non mancava, naturalmente, il ripetersi della dura accusa al socialismo disgregatore, colpevole di aver svisata la carica rivoluzionaria senza però allusioni personali o accenni diretti alla polemica ancora calda con gli esuli francesi e tanto meno compariva la terribile parola mépris che Mazzini si era dichiarato in diritto di scrivere.
Potvin e Labarre avevano quindi raggiunto il loro scopo: riportare la polemica tra Mazzini e i socialisti francesi su un piano generico. Fedeli ai loro princìpi d'imparzialità, pubblicavano l'8 maggio una risposta di Felix Pyat28) dal titolo: Initiative révolutionnaire de la France.
Il socialista francese, che non figurava tra i firmatari della nota antimazziniana del Morning Advertiser ampliava l'argomento dell'articolo di Ledru-Rollin Union et solidarité con precisazioni storiche. Pur affermando la sua stima per l'Italiano, Pyat insisteva nell'additare come la vera Francia quella dai volto democratico e rivoluzionario; la Francia vittima di una reazione controbattuta con tutte le forze e ancora disposta a riprendere l'iniziativa della riscossa. Non è questo il momento di discutere sul socialismo, dice Pyat: Nous n'avons point à défendre ici les théories des divers chefs d'école socialistes mises en cause par Mazzini, ce sont des manifesta-tions individuelles, et -par conséquence incomplètes; ce que nous appellerons, là monnaie de la vérité, les parties d'un grand tout qui est le socialisme en general que le peuple entier jugera tòt ou tard pour le mieux.
Del resto, continua il Francese, nessuno ha mai dato a Mazzini il mandato di guida della rivoluzione e se egli reclama il bene di tutti non può scinderlo da quelle esigenze di benessere materiale che tanto critica nel socialismo.
p) Vedi a questo proposito la polemica tra la Nation e l'Indépendance, altro giornale belga che affermava il Belgio essere disposto ad accettare il liberalismo alleato allo spirito conservatore rifiutando il radicalismo utopico e rivoluzionario. Da questo la Nation puntualizza la sua definizione di rivoluzionario e rivoluzione. (Vedi la Nation del 17 marzo).
2) Felix Pyat (1810-1889), avvocato e giornalista, fondatore della Società dei Letterati. Considerato uno dei capi del socialismo francese, fu commissario del governo provvisorio della Seconda Repubblica. Fuggi in Inghilterra nel 1849 e tornò a Parigi nel 1870 ove ebbe incarichi nella Comune, Dopo il fallimento dell'insurrezione lasciò la Francia e solo più tardi, nel 1880, fu deputato di sinistra in rappresentanza di Marsiglia.