Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <
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Mazzini e la Nation . 1852
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santi avvertimenti sull'atteggiamento di Luigi Napoleone nei riguardi del Belgio, sui suoi favoreggiai ori nel Belgio stesso e sulle connivenze di alcuni membri del governo. Del resto lo stesso Potvin, interrogato, non si era peritato di affermare che il processo era stato istigato dai francesi per pesare sulle prossime elezioni e preparare, con una propaganda filobonapartista, l'invasione delle province del Belgio al confine con la Francia.
Mossa falsa da parte loro, perché il clamoroso dibattito e il suo risultato positivo per i democratici belgi aveva molto avvantaggiato questi ultimi nell'opinione pubblica del paese, risvegliando l'orgoglio nazionale e il timore di pericoli per la libertà delle istituzioni.
Dopo questa parentesi Mazzini si era rifatto vivo: il 17 giugno incaricava la madre di indurre gli amici dell'Italia e Popolo a rimettersi in contatto con la Nation. Ho scritto oggi alla Nation, perché accetti il cambio coU'Italia e Popolo. Sicché, ripropongano. V'era ieri nel numero del 16 un bell'articolo di Ribeyrolles contro il governo francese.32* Si trattava quindi di riproporre segno che vi era stato un primo tentativo rimasto senza risposta.
Strano invece che Mazzini citasse con approvazione l'articolo del 16 maggio e non facesse alcun accenno ad un lungo manifesto diretto ai patrioti siciliani apparso in due puntate il 16 e il 19 giugno. Eppure questo scritto avrebbe dovuto essergli particolarmente gradito. È noto che i suoi rapporti con gli esuli siciliani, dislocati a Malta, Genova, Torino e Parigi, e con i loro comitati, dai quali dipendeva la preparazione rivoluzionaria dell'isola, erano stati fino dal '50 abbastanza difficili.33) I disaccordi politici erano stati tali che nell'aprile del '52 i Comitati siciliani di Londra e Parigi, messi alle strette in vista di una prossima azione rivoluzionaria, non avevano trovato una linea comune. Ne era risultato lo scioglimento del Comitato di Parigi che aveva devoluto ogni decisione a quello di Londra. Personaggi come Tommaso Landi, pur con grande rispetto per Mazzini, rifiutavano di rinunziare ai loro principi federalistici.
Fedele alla linea mazziniana era rimasto Saverio Friscia34) il quale da Parigi esercitava una difficile e spesso malinterpretata mediazione tra Mazzini e i Comitati siciliani incerti e diffidenti. Il manifesto dei patrioti siciliani apparso in due puntate sulla Nation il 16 e il 19 giugno era un attacco rivolto particolarmente a quel partito albertista 35) che in Sicilia era uno dei meglio organizzati. La scelta monarchica in nome del separatismo siciliano, non spiegava i veri scopi di coloro che la caldeggiavano (così diceva il manifesto) e non avrebbe potuto sfociare che nell'isolamento della Sicilia destinata, in questo caso, a diventare un protettorato inglese o francese. Questa seconda
52) S.E.I., voi. XLVII, pp. 296-297.
33) Vedi: EUGENIO CASANOVA, L'emigrazione siciliana dal 1849 al 1851, in Rassegna storica del Risorgimento, 1923-1925; IDEM, Il Comitato Centrale di Palermo dal 1849 al 1852, ivi, 1927; EMILIA MORELLI, Mazzìnianesimo siciliano, in G. Mazzini ~ Saggi e ricerche, Roma, 1950; GIUSEPPE BERTI, / democratici e l'iniziativa meridionale nel Risorgimento, Milano, 1952.
34) Saverio Friscia (1813-1886) patriota siciliano nativo di Sciacca. Dopo le vicende del *48-'49 fuggì a Genova nel '50 ove incontrò Rosolino Pilo. Si stabilì poi a Parigi ove iniziano i suoi contatti con Mazzini. Vedi MARIO MAGLIONI, Saverio Friscia, Napoli, 1913.
35) Partito moderato separatista che proponeva l'elezione a Re costituzionale di Ferdinando di Savoia duca di Genova con il nome di Alberto Amedeo.