Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI BELGIO 1852; MAZZINI GIUSEPPE; <> 1852
anno <1985>   pagina <318>
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Vittoria Ruffini Tucci
ipotesi era la più probabile e pericolosa nel caso dell'avvento di un nuovo impero bonapartista che già, ancor prima di nascere, faceva propaganda in Italia di princìpi di libertà e che invece avrebbe finito, come quello di Napo­leone I, a mutarsi in una dittatura militare che manovrava dalla Francia i sovrani europei. Unica soluzione quindi anche per l'isola quella nazionalista, unitaria e repubblicana.
L'articolo firmato un siciliano figurava proveniente da Londra, ma è pressoché certo che fu scritto dal Friscia. II Friscia, infatti, dopo aver più volte insistito nelle sue lettere a Rosolino Pilo che non si poteva più riman­dare la decisione di unirsi in un partito unitario e repubblicano, spazzando via tutti gli altri partiti, così gli scriveva da Parigi in data 31 maggio: ... se hai notizie delle nostre parti importanti o articoli potresti farmelo pervenire, che io potrei farli subito inserire nei giornali del Belgio... Fra non molti giorni nella Nation di Bruxelles si leggerà un primo articolo che riguarda la Sicilia... . 30
Segno quindi che egli era un corrispondente diretto del giornale belga. Abbastanza naturale che l'articolo figurasse scritto a Londra per non implicare pericolosamente, dato il suo acceso tono antibonapartista, l'esule siciliano che a Parigi viveva nell'ambiente dei dissidenti al governo.
Ma la collaborazione del Friscia alla Nation non dovette fermarsi al manifesto. Circa un mese più tardi (8-16 luglio) apparivano sul quotidiano di Bruxelles due curiosi articoli intitolati l'Abbé Gioberti - Del rinnovamento civile dell'Italia par le Pays che avevano tutta l'aria di essere usciti dalla penna del Friscia.
Ho detto curiosi perché arieggiando al titolo del libro di Gioberti, uscito nell'ottobre '51, dimostravano che sia il commentatore del giornale francese Pays che l'italiano della Nation non lo avevano letto. Infatti mentre il filo­bonapartista del Pays, elogiava il Gioberti per la sua sorpassata idea di fare dell'Italia una federazione di monarchie costituzionali sotto la guida spiri­tuale del Papa, il ridondante e ripetitivo articolo della Nation criticava con abbondanti argomentazioni una posizione che il Gioberti nella sua nuova opera aveva largamente superata. Non mancavano gli attacchi all'Abate per l'influenza negativa da lui avuta nelle vicende del '48-'49 ed infine l'afferma­zione, sempre più circostanziata, che l'unica via possibile per l'avvenire del­l'Italia fosse quella unitario-repubblicana.
Si può dunque fondatamente presumere che l'autore degli articoli fosse ancora il Friscia, che pochi giorni dopo (il 29 luglio) scriveva a Rosolino Pilo commentando la scarsa attività giornalistica dei siciliani ... io solo qui non ho fatto mancare articoli alla Nation e ho pregato Pippo di farmene arrivare qualche copia 37> e che più tardi dimostrava la sua fiducia nel giornale belga citandolo tra la pubblicistica più ascoltata dall'opposizione a Bona-parte.
Del resto l'errore di scambiare un libro per un altro non sarebbe capi­
si) EUGENIO CASANOVA, // comitato centrale cit., p. 278.
37> In un'altra lettera, a settembre, il Friscia scriveva a Rosolino Pilo: ... Lo spìrito qui si solleva l'uno più che l'altro. La voix mysteriéuse, Napoléon le petit, la Nation di Bruxelles e un mondo di altri scritti rivoluzionari che qui a onta delle proibizioni e dei rigori penetrano, circolano, si leggono, accendono, invitano, spingono . EUGENIO CASANOVA, // comitato centrale cit., p. 284.