Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE; MALTA STORIA 1864
anno <1985>   pagina <324>
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324 Massimo de Leonardis
Così, mentre i maltesi, orgogliosi di avere liberato da soli gran parte della loro isola e di averne offerto liberamente la sovranità all'Inghilterra, si sentivano per questo ancor più legittimati a pretendere un regime politico degno di un popolo europeo ricco di storia, gli inglesi pur riconoscendo che le circostanze nelle quali l'autorità britannica è stata stabilita in Malta costituiscono un caso senza paragone con qualsiasi altro esempio nella sto­ria moderna di questo regno , s> non erano disposti a concedere un regime rappresentativo.
L'articolo 7 del trattato di Parigi del 30 maggio 1814 riconobbe la piena sovranità del Re d'Inghilterra sull'arcipelago maltese, che divenne colonia della Corona retta da un governatore alle dipendenze del ministero della guerra e colonie. 6> Avendo la Gran Bretagna il dominio dei mari, il possesso di Malta era al sicuro da pericoli esterni, particolarmente dopo il 1840, quando la Francia rinunciò ad una politica attiva nel Mediterraneo. Il problema politico maltese è essenzialmente un problema interno ; *> è stato osservato che la storia politica di Malta nella prima metà del secolo XIX si riassume nella lotta per l'autonomia costituzionale , che fu particolar­mente intensa . *> Tuttavia se le polemiche furono a volte accese, dato anche il carattere passionale degli isolani, si può condividere il giudizio che per tutto il secolo XIX la Gran Bretagna non incontrò a Malta una seria oppo­sizione politica.9)
Tralasciando i problemi economici e demografici, 10> importa qui con­siderare brevemente la questione costituzionale e la situazione religiosa, alle quali va aggiunto il problema dell'atteggiamento dei maltesi verso il Risorgimento. Il pensiero degli statisti inglesi, e non solo dei tories, che governarono ininterrottamente nei primi tre decenni del secolo, può essere
5) Cosi si espresse il Segretario alle Colonie e futuro Primo Ministro Lord Liverpool cit., in The Growth of the New Empire, op. cit., p. 172. Il Chief Justice Sir John Stoddart riconobbe nel 1836 che la storia giustificava l'opinione di cui i maltesi andavano superbi, di essersi cioè posti volontariamente sotto la protezione della corona britannica (cfr. il First Report on the Law of Malta cit., in P. DE BONO, Sommario della storia della legisla­zione in Malta, Malta, 1897, p. 280).
*) L'avvenimento fu registrato dalle parole scolpite sopra il portone principale del palazzo del governatore a La Valletta: Magnae et Tnvictae Britanniae, Amor Melitensium et Europae Vox, Has Insulas Confirmat - MDCCCXJV (cfr. SMITH, op. cit, voi. I, p. 14).
7) GODECHOT, op. cit., p. 98.
*) G. MANGION, Per una storia di Malta nel secolo XIX - Breve studio sulla opinione pubblica maltese della metà del secolo scorso, in Studia, a. II, voi. II, n. 1 (dicembre 1965), p. 3. Sull'evoluzione dell'ordinamento costituzionale di Malta, cfr. I. J. CREMONA, An Outline of the Constitutional Devélopment of Malta under Brìtish Rute, Malta, 1963.
9) GODECHOT, op. cit., p. 91. Questo giudizio appare tanto più valido In quanto è dell'autorevole storico francese, che rifugge sia da una costante difesa della politica britan­nica propria di certi autori inglesi o maltesi di anni passati, sia dalla sistematica e apriori­stica critica di essa, tipica particolarmente di certi scritti apparsi in Italia nel clima culturale del fascismo. Nonostante William Nassau Sr., di passaggio a Malta nel 1856, riferisca di giovani nei caffè intenti a passare il tempo progettando costituzioni liberali per la repub­blica indipendente di Malta (cit. in MANGION, Per una storia cit., p. 5) il problema dell'indipendenza dell'isola non fu mai posto per almeno tutto il secolo XIX.
M) Su di essi cfr. GODECHOT, op. cit., pp. 91-95, BLOUET, op. cit, pp. 174-192.