Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE; MALTA STORIA 1864
anno
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1985
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pagina
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326
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Massimo de Leonardis
entrando in rapporto con membri del Parlamento e con lo stesso Segretario di Stato alla Guerra e Colonie Lord Glenelg, al quale presentò ima petizione con 11.712 firme per chiedere una estensione delle libertà politiche. 17> In seguito a ciò, il governo whìg di Lord Melbourne costituì una Commissione d'inchiesta che si trattenne a Malta dall'ottobre 1836 al giugno 1838 e suggerì diverse riforme nel campo legislativo, amministrativo, economico, educativo e giuridico.181 La riforma più significativa, sulla quale interessa qui soffermarsi, fu l'introduzione della libertà di stampa.
Varie obiezioni furono fatte a tale concessione. In particolare il duca di Wellington, partendo dal concetto già qui ricordato che per l'Inghilterra Malta era una fortezza ed un arsenale militare navale e niente altro , trovava altrettanto assurdo concedere la libertà di stampa nell'isola di quanto lo sarebbe stato ammetterla a bordo di una nave ammiraglia o all'interno di una guarnigione. Inoltre una libera stampa in lingua italiana non avrebbe giovato né ai residenti inglesi né alla grande maggioranza della popolazione, che comprendeva solo il dialetto locale (non ancora ben esprimibile in forma scritta), mentre sarebbe stata fonte di pericolo e di turbamento nei rapporti tra l'Inghilterra e gli Stati italiani retti assolutisticamente.19) Altre obiezioni riguardavano il timore che il governo bri tannico potesse essere oggetto di attacchi pericolosi o venissero rivelate informazioni sulle difese militari dell'isola.20) Infine vi era la forte opposizione della Chiesa locale, in accordo con la Santa Sede. In base alle disposizioni vigenti, la censura preventiva assicurava tra l'altro che ogni stampato doveva evitare qualsiasi controversia od ogni altro tipo di discussione riguardanti la religione e certamente la grandissima maggioranza dei cattolicissimi maltesi non desiderava la pubblicazione di scritti che attaccassero la loro religione. Mons. Caruana fin dal 18 marzo 1836 aveva chiesto che l'eventuale regime di libertà di stampa non fosse così ampio quale esisteva in Inghilterra, sottolineando in particolare il timore di una fioritura di pubblicazioni di propaganda protestante ed il pericolo che Malta divenisse il luogo di stampa di scritti immorali e anti-religiosi , destinati ad inondare la penisola italiana. La richiesta della Chiesa di mantenere la censura per quanto
alla settimana e cercava di accreditarsi come vera assemblea rappresentativa dell'isola (cfr. SA VELLI, op. cit., pp. 355-359, LAFERLA, op. cit., voi. 1, pp. 126-127). I7> Cfr. ZAMMIT, op. cit,, p. 286, SMITH, op. cit., voi. I, p. 25.
'*) 1 membri della Commissione erano John Austin e George Cornewall Lewis, che lasciò per primo l'Isola nell'aprile 1838. Sul loro operato cfr. LAFERLA, op. cit., voi. I, pp. 139-152, SAVELLI, op. cit., pp. 359-361, ZAMMIT, op. cit., pp. 289-291, SMITH, op. cit., voi. 1, pp. 26-29; sul problema specifico della libertà di stampa cfr. B. FIORENTINI, Malta rifugio di esuli cit., cap. IV, Libertà di stampa a Malta, E. MICHEL, La libertà di stampa a Malta (1837-1839), in Malta letteraria, nuova serie, a. I (1926), pp. 265-274, Id., La libertà di stampa a Malta e i Governi italiani (1838-1839), in Rassegna storica del Risorgimento, a. XIil, f. I (gennaio-marzo 1926), pp. 212-215.
,9> Cfr. SMITH, op. cit., voi. I, p. 29, SAVELLI, op. cit., pp. 359-360. Oltre alla Santa Sede, si opposero alla concessione l'Austria ed 11 Re delle due Sicilie, ben conscio che il suo Stato sarebbe stato il più esposto alle conseguenze della nuova legge (cfr. G. MANGION, Governo inglese, Risorgimento italiano ed opinione pubblica a Malta (1848-1851), Malta, 1970, pp. 6-7).
2) Cfr. LAFERLA, op. di., voi. I, p. 143.