Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE; MALTA STORIA 1864
anno <1985>   pagina <328>
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Massimo de Leonardis
dell'isola, il cattolico irlandese Richard More O'Ferrall, che giunse a Malta accolto trionfalmente il 18 dicembre 1847.24> La sua nomina non rispondeva però solo all'esigenza di fare una concessione ai maltesi, ma rientrava nel quadro più generale della politica del governo whig di Lord John Russell volta a pacificare la situazione irlandese ed a mantenere, a tale scopo, rap­porta amichevoli con il nuovo Papa Pio IX, ottenendone i buoni uffici presso il clero d'Irlanda.26) Tale esigenza si collegava, anche per via della fama "liberale" del Pontefice, all'incoraggiamento che il governo inglese dava alla politica di riforme dei Principi italiani. Come è sottolineato nella più impor­tante opera sulla politica britannica verso il Risorgimento in questi anni, la missione in Italia iniziata nel settembre 1847 dal Lord del Sigillo Privato Lord Minto rispondeva appunto al duplice scopo non solo di incoraggiare nel cammino costituzionale i Sovrani italiani e accrescere l'influenza britannica nella penisola, ma anche di stabilire migliori rapporti con la Chiesa catto­lica: era anzi quest'ultimo aspetto a stare principalmente a cuore al governo di Londra.27)
O'Ferrall fu febbrilmente attivo e le riforme seguirono l'una all'al­tra28) in vari campi. La più significativa fu la modifica del Consiglio di Governo che, a seguito delle lettere patenti dell'I 1 maggio 1849, risultò composto di 18 membri, otto eletti per cinque anni a suffragio ristretto e 10 ex-officio, cinque dei quali maltesi e cinque inglesi, compreso il gover­natore che presiedeva, esprimeva un doppio voto in caso di parità ed esercitava un diritto di veto su tutti i suoi lavori.29) Si trattava di un progresso molto moderato nella via dell'auto-governo,30) coerente non solo con la politica coloniale britannica dell'epoca ma anche con il cauto costi­tuzionalismo predicato dagli inglesi in Italia nei due anni precedenti. Pro­prio il venir meno della prospettiva liberal-moderata in Italia ed il preva­lere nella penisola degli elementi democratico-rivoluzionari (a cui seguì la seconda restaurazione) ebbero ripercussioni tali in Malta da provocare aspre polemiche sull'operato del governatore fino a determinarne le dimissioni. Parallelamente alla sempre maggiore prudenza della politica britannica in
24) Su O'Ferrall e la sua opera, cfr. FIORENTINI, Malta rifugio di esuli cit., cap. IX, MANGION, Governo inglese, Risorgimento italiano cit., capp. V, VI, VII, LAFERLA, op. cit., voi. I, cap. XXVI, ZAMMIT, op. cit., cap. XVII, pp. 299-308, MANGION, Per una storia di Malta cit., pp. 13-29.
29 Ciò era tanto più necessario dopo l'insuccesso dell'amministrazione del generale Sir Patrick Stuart anche a causa del suo rigido puritanesimo (cfr. LAFERLA, op. cit., voi. I, pp. 161-170, ZAMMIT, op. cit., pp. 294-298 e pp. 398401, ove è pubblicato il dispaccio di nomina di O'Ferrall da parte di Lord Grey).
26) N. ROSSELLI ha scritto che oltre alla spina irlandese anche il problema cattolico a Malta ed in altre colonie spingeva il Foreign Office a propiziarsi in ogni senso il Vaticano (La politica inglese in Italia nell'età del Risorgimento, in Rivista storica italiana, s. V, voi. I, f. II (giugno 1936), p. 10).
27) O. BAKU-, L'Inghilterra e il problema italiano nel 1846-48. Dalle riforme alle costituzioni, Napoli, 1960, pp. 194 sgg.
2 LAFERLA, op. cit., voi. I, p. 184.
2?) Cfr, SMITH, voi. I, oit., pp. 34-37, DE BONO, op, cit., pp. 282-283.
30) O'Ferrall stesso nel suo dispaccio a Lord Orey del 1 febbraio 1849 definiva il nuovo ordinamento una applicazione modificata e ristretta del principio di auto-governo... un sistema di governo per Malto in linea con il suo carattere di fortezza e dominio della Corona (cit. in MANGION, Per una storia di Malta cit., p. 16).