Rassegna storica del Risorgimento
MORELLI MICHELE
anno
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1921
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MICHELE MORELLI
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Sembrami che la cura ohe sto praticando incominciasse a farmi qualche buon effetto, ed è che lo stomaco incomincia a digerire oltre del latte due o tre oncie di arrosto al giorno, bevendomi due dita di vino, e si osserva che 1 dolore! ti che erano fissati ai petto incominciano a sparire, come è cessato quel forte spurgo addensato, che perciò mi era molto allarmato. Quel che oggi più sto soffrendo è la gian debolezza indiretta che poco moto posso fare; ma spero mercè i bagni che sto prendendo più tosto freddi che caldi di riacquistare forze al sistema nervoso che trovasi molto debilitato.
Ti fo sapere che ho esatto i ducati dieci dal Sig. Carlo.
Addio, mio buon Antonino, vogliami bene e sono perla vita
Il tuo aff.mo Ulo MICHELE .
P.8. I miei saluti a tutta la famiglia, non che al mio caro (nome illeggibile), dicendogli che mi scrivesse come farò io a posta ventura.
Quando scriveva questa lettera aveva appena 26 anni A soli 16 anni era partito come volontario, lasciando la casa paterna; dopo 10 anni di durissima vita militare sui campi di battaglia, appariva stanco fisicamente, e pieno di scontento e di amarezza per il tramonto dei suoi sogni di libertà. Questo era lo stato d'animo di tutti coloro che, dopo la fine del Eegno di Gioacchino Murat, avevano veduto il ritorno in Napoli del Re Ferdinando, e, con esso, il dileguarsi di ogni speranza di libero reggimento. Questo fu il terreno ove germogliarono i semi della rivoluzione del 1820, semi gettati dalla rivoluzione del '99.
vn.
Bel tutto mutato è lo stato d'animo ohe traspare dalla breve lettera che segue. Due anni erano trascorsi: la rivoluzione aveva avuto pieno trionfo, il Re aveva concessa la costituzione. Ed egli