Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <42>
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2 VlKOByZO CÀBTAÈDÒ
Tra le voci e le dicerie del tempo si affermò ancora che il suc­cesso rivoluzionario s'era avverato, perchè qnel movimento era stato complottato dal ministro napoletano Medici e dai Mettermeli, nell'an­no 1819, nel quale quest'ultimo s'era recato a tale scopo in Na­poli. E lo Stassano se ne convince e ne la il caposaldo, intorno a cui collega i fatti, e ne fornisce le prove, sicuro che il Mettermeli, mal vedendo che solo in Napoli la piena reazione contro i liberali o murattianì era impedita dai patti di Casalanza, desiderasse ad ogni costo che questi patti venissero annullati, e, per trovarne pretesto, egli, da abile agente provoeatpiBì avrebbe organizzato un trambusto per giustificare la sospirata reazione.
Rimandando alla seconda parte di questo lavoro le osservazioni e le notizie del cronista sulla rapida dissoluzione' dell'armata di difesa contro gli Austriaci, avveratasi nel marzo 1821, esaminiamo per ora le prove ohe lo Stassano adduce a sostegno del suddetto complotto Mediei-Metternich.
Queste prove si riassumono prima nel predétto viaggio del Met­termeli per Napoli, poi nella protezione aperta che d'allora in poi il Medici accordò ai carbonari, e in ultimo nella mancata repressione dei sollevati, contro i quali i generali avrebbero fintamente o ineffl.-cacemente manovrato.
Tale complotto, mentre potrebbe spiegare abbastanza il rapido successo della rivoluzione del nonimestre, non regge però alla cri­tica ed 11 confronto di altri elementi di fatto, rimanendo una ipo­tesi logica dei contemporanei, sorpresi dagli strani avvenimenti.
Le cause generali che originarono la rivoluzione del 1820 sono così riassunte dallo Stassano : il malcontento dei militari murattini che dovevano anche subire la supremazia del Nugent; il ritorno ad antiche consuetudini feudali, accompagnato dalla capricciosa e par­tigiana applicazione anche di alcune leggi liberali; il favore accor­dato alla setta dei calderari o novantanovisM, la quale, per istinto di difesa, costrinse gli intellettuali e quelli che avevano tratto be-
Ma. XXVI B. 17. Noi ci serviamo di una copia non numerata o di possesso privato, e perdo non ne indicheremo le pagine. Sarà però facile riscontrare nelle ultime carte dell'autografo quanto riferiamo, perchè la cronaca va dal 1798 al 1821. Di essa lo Schipa ne à data testò una esauriente relazione air Accademia dei Lincei (1920) nella quale rileva la considerevole importanza e la gran messe di particolari storici, degni di essere valutati e documentati.