Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno
<
1921
>
pagina
<
47
>
LA EIVOLUZIONE NAPOLETANA DEL 1820 47
Mettermeli, il quale infine esamina con il suo acume politico Io svolgersi degli avvenimenti, vedendo chiaramente che i liberali o raurat-tisti, desiderando un regime costituzionale, si erano alleati con i carbonari, e che questi ultimi,, essendo piti forti e di idee estreme, avevano finito per dominarli.. E i Jjfftrmarii o liberali dovevano convincersi che nelle rivoluzioni essi sarebbero stati sempre distrutti dai partiti estremi (1).
Bisogna anche tener conto della crisi che la concorrenza di Odessa determinò in quel tempo nel commercio dei grani, per considerare che i proprietaria erano rovinati, peggio che se fossero stati danneggiati da un cattivo raccolto.
Le nuove industrie e i nuovi commerci, creati dal regime napoleonico, non più impediti dal blocco inglese e francese, rivoluzionarono gli antichi sistemi commerciali e determinarono dannose o benefiche influenze nei diversi mercati.
La congerie granaria di Odessa, liberata dopo il 1815 dai blocchi, fece una formidabile concorrenza ai grani dell'Italia meridionale; il governo napoletano avrebbe dovuto ricorrere o a dazii protettori o almeno avrebbe dovuto alleviare le imposte, e tale era il voto dei consigli provinciali. Prevalse invece il fiscalismo fondiario, sopra accennato, e il malcontento si diffuse. E, se è lecito pensarlo, Medici tollerò che i proprietarii diventassero carbonari, purché pagassero, e carezzò anche i settari, quando si lasciavano tosare (2).
*
*
H favore accordato alla carboneria in questo periodo, e specialmente dopo il 1819, è ammesso da tutti gli storici del tempo.
Il Oarrascosa scrisse di questo anno : Cependant les sectaires devenaint chaque jour plus audaeieux et plus nombreux. Les cito-yens paisibles etaient allarmés: vainement dea fonctionnaires réite-raient leurs avis et leurs rapportes sur les daugers que courait rorganisation sociale: le gouvemement restait plongé dans une apathie profonde. On pourrait dire à son doge, qu*il manifestaìt de la raoderatìon et mème du liberalisme; mais ceB qualites ne doivent pas dégónérer en inertie... (3).
(1) Ibid. p. 423.
(2) Gf. Osseroimona sulla rivoluziono di Napoli, Tip. Nobile 1820.
(3) CAiittAfOCjBAr (e non Garaseosa, come da autografi) Jilevioires Mst. polii, nàti. Bwr la revol. de Naples m 1820-1821. Londre, Treuttel, 1823, p. 28.