Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
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1921
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VnfCBHZO CASTAIDO
Il Pepe, dopo aver narrato della venuta dell'imperatore d'Austria e del Metternich in Napoli, e del suo strano disegno di farli prigionieri, piano frustrato dai provvedimenti del Colletta, scrive che il Ee védefta però nel tempo stesso di buon occhio i murattini, a torto o a ragione creduti liberali, e appartenenti la più parte alla carboneria. I ministri poi si strinsero con si forti legami d'amicìzia ai liberali, e parlavano tanto di liberalismo, che i calderari solevano addimandarli giacobini (1)
B più oltre scrive che il generale Colletta, che comandava la divisione militare di Salerno, atterrito dall'arditezza della carboneria di quella provincia, chiese alti poteri e molte truppe per distruggerla, ma Medici non osò acconsentire a codeste proposizioni, e il Colletta protestò di non potei' più rispondere del mantenimento dell'ordine pubblico nella sua provincia. A cosiffatta protesta il governo rispose col deporre dal comando quel generale, venuto perciò in uggia ai liberali ed al governo. Inoltre, dopo aver notato che il concentramento del campo militare in Sessa aveva favorito l'incremento delle sette tra le milizie, racconta che il capitano di Viesti. citato dal Direttore di Polizia, marchese Patrizi, in Napoli, per scolparsi delle accuse di carbonarismo, fu accolto gentilmente dal Medici che gli porse anche la mano. Questo aneddoto dimostra quanto la carboneria era tollerata dal governo, e fa capire come io non fossi richiamato dal comando di quella divisione.
In questo mentre l'ambasciatore di Spagna, Labrador, chiedeva al ministro Medici s'incarcerassero i liberali più avventati del regno, ed egli medesimo ne diede l'elenco. ÀI che Medici rispose non incombere punto al governo spagnolo, né al suo ambasciatore, l'obbligo d'ingerirsi negli affari interni delle Due Sicilie. Le strane pretese del Labrador furono biasimate da tutti i diplomatici residenti in Napoli.
L'TJlloa anche nota che nel 1819 avvenivano effervescenze liberalesche, a Gl'Ispettori generali ne impensierirono e Filangieri e d'Ambrosio, e ne avvertirono il Nugent, ma senza frutto.
La noncuranza di quel Ministro a più cause venne attribuita. Aver voluto contagiato l'esercito per favorire nuova discesa di Tedeschi, non urtar la carboneria, ausiliatrice nell'ultima guerra. Postumi e temerari giudizii. Più agevole è il credere che fosse Tassi
ti) Memorie o. voi. I e. XXIV p. 357 e segg.