Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
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1921
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LÀ BTVor.trzroNi! NAPOLETANA DEL 1820 49
oarato da quei ohe il circondavano. Un fatto però scuoter avrebbe
potuto il Nugent dal suo letargo una sommossa militare in un
leggunento della cavalleria d'Aversa... Il governo rimanendo assonnato la setta proseguiva (1).
Oosicohè già troviamo diffuso che il Mètflèi avesse voluto i tor -oidi carbonari per favorire miova discesa Sii Tedeschi, e quello, che lo Stassano riporta come causa sicura della sommossa militare del '20, fu voce pubblica, rigettata dall'Ulloa, ma raccolta dal nostro cronista.
Molto più diffusamente e con l'abituale copia di particolari lo Stassano ci informa di questo favore accordato alla carboneria. Egli scrive ohe, dopo la venuta dell'Ipsilanti (marzo 1819) in Napoli, tt cominciò un più agitato movimento nella carboneria che preparava la rivolta pel 30 maggio, giorno onomastico del Re. Ma la notte del 2è al 2o maggio si stava per decidere la data della sommossa. Lo Stassano ne ebbe notizia e sapendo che il Colletta proteggeva palesemente i carbonari e che il suo colonnello Belletti vi apparteneva, si limitò a sconsigliare il canonico Rondinotti, che doveva dirigerla, dal far le prime mosse. Ma la mattina del 30 maggio, notandosi una certa agitazione, dietro un rapporto del proprio tenente, lo Stassano né riferì all'arcivescovo Lnpoli, che fin allora, sospettoso della protezione largita dal governo ai carbonari, avea serbato il silenzio.
Dopo Finformazione dello Stassano, l'arcivescovo e il sottoin-tendente, Carlo Ciprianì, credette bene di riferire ogni cosa su tale; agitazione :al; prefetto di polizia, Giampietro. Quest'ultimo, conosciuto l'oggetto dell'udienza richiesta, li tenne a bada per tre giorni, finché essi non risolsero di rivolgersi direttamente ai ministro Medici. Questi cercò ugualmente di evitarli e così non potettero discorrere né riferire su tali avvenimenti. Riuscì però ad un amico personale del Medici, il giudice istruttore del distretto di Campagna, Michelangelo Uovi, di vedere il ministro. E questi, per non permettergli denunzie od altro sulla carboneria, lo prevenne, domandandogli : cosa fanno le baracche ! e senza attendere risposta soggiunse : Poveri ragazzi, lasciateli fare . Tanti consimili fatti confondevano il pensare.... ed ognuno stava ad osservare, ove la cosa sarebbe andata a finire......
(1) ULLOA, e, pag. 347, 340. 380.