Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno
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1921
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pagina
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50
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VOTCEN'/O. CASTAIDO
Ai primi di giugno (il 10) il Colletta fa sostituito dal "Nunziante, Zweger dal Campana, l'intendente Ferrante dal principe Zurlo e così altri ancora. Fu un vento di fronda contro la carboneria, determinato dalla richiesta di repressione, fatta dal Colletta, preoccupato ormai dalla baldanza e diffusione della setta.
Alcuni carbonari, volendo prevenire l'arrivo del Nunziante, iniziarono in focili la rivolta, si trovarono isolati e furono sacrificati. Ed il Nunziante, soltanto il 3 luglio 1820, emanava una diffida ai carbonari di ritirarsi dalla setta, meno per quattordici capi, tra cui il Macchiaroli, per i quali erano già ordinati gli arresta. Ma, evidentemente, era troppo tardi.
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La terza base su cui poggia, secondo lo Stassano, il complotto Medici-Metternich, è la condotta del governo dall'inizio della sollevazione militare nolana fino al 6 luglio, giorno del suo trionfo. La carboneria anche protetta, opina lui, non avrebbe potuto rivoluzionare il regno, ed altri tentativi del genere fallirono j le forze dei generali erano più che bastevoli, è fu strano che allo scoppiare del moto il governo si confondesse. Chiamò a reprimere gl'insorti prima generali che li avrebbero favoriti, nel medesimo tempojl Nunziante ed il Campana con valide forze restarono quasi inerti, o con vacue manovre lasciarono progredire ed estender il movimento. Poi si pensò al Carrascosa, ma non gli si concessero truppe*
Questo è il pensiero dello Stassano, che riferiremo or ora per intero, osservando che egli tralascia di considerare l'immensa forza dell'opinione in molte guerre e rivoluzioni, che] 'avvilisce i difensori delle tirannide e cambia in leoni i pochi sollevaiti; E l'idea costituzionale, nell'ambiente politico sociale del 1820 in Napoli, era diventata, più che un convincimento, un'idea fissa, ed era concepita come l'unica salvezza da un nuovo novantmovimo che si delineava nella condotta ambigua e fedifraga del governo. Quando lo Stassano scrive (1840) quelle forze, che nel 1820 dovettero sembrare ingenti ed invincibili, furono valutate diversamente, e, dopo la facile dispersione settaria avvenuta alla discesa degli Austriaci, il postumo ragionamento del cronista, diventava più sicuro.
D'altra parte gli stessi generali più fedeli, dovettero pensare che una smodata energia avrebbe potuto forse cambiare la lotta da costituzionale in antidinastica. Tanto risulta dai -rapporti e dalle me-