Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1985>   pagina <505>
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Libri e periodici 505
alla città ed ai suoi visitatori e che ha avuto un certo successo di pubblico. Ma qui corre l'impegno di segnalare, di quella Mostra, il solo catalogo: che si presenta com'è consue­tudine in bella veste tipografica, con molte interessanti illustrazioni, con schizzi, piante, fotografie. Ed anche con un utile quadro sinottico, forse non completo, ma largamente rappresentativo, degli Archivi romani in cui possono essere rintracciate documentazioni riguardanti le fasi edificatorie e talune pratiche amministrative di quei Ministeri.
Sintetici, ma chiarificanti scritti (basati per lo più su documentazione archivistica proveniente dall'Archivio centrale dello Stato che ha realizzato la Mostra , ma anche dall'Archivio storico capitolino e dal Museo centrale del Risorgimento, ecc.) forniscono notizie dettagliate e precise sugli architetti progettisti, sul lavoro delle Commissioni compe­tenti e sulle diverse fasi della costruzione degli edifici. Patrizia Ferrara si è occupata della storia architettonica dell'edificio del Ministero della Guerra, M.C. Norante e M.L. Cipolla di quella del Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, Claudio Santangeli di quella delle Finanze, voluto, pensato e iniziato a realizzare da Sella. Ne esce un po' la storia di via XX settembre, di quella arteria direzionale cioè voluta e decretata dai gover­nanti e dagli amministratori del dopo-1870, come prefigurazione dell'immagine di una nuova capitale politica e laica e come polo di una diversa aggregazione urbana. Tra gli altri saggi, anche a non volerli citare tutti, ai ricordano quelli di R. Santoro sul ruolo dei Genio Civile nella costruzione delle opere governative, quelli più propriamente di storia dell'architettura di F. Giovannetti, S. Pasquali, G. Piantoni. Marina Giannetto, infine, dà nuovi lumi sulla costruzione di nuove sedi ministeriali nell'età giolittiana.
Partendo dai risultati di queste ricerche, ma allargando la prospettiva storica, Sabino Cassese nelle pagine migliori di tutto il catalogo ha acutamente visto nell'analisi della costruzione dei Ministeri romani la possibilità di scrivere anche una storia dei luoghi della burocrazia a Roma dall'unità alla prima guerra mondiale .
Per non riferirsi come egli ha detto solo agli edifìci ma a qualcosa di più , Cassese ha proposto di fermare l'attenzione su due punti: la valutazione del Ministero "dentro" (cioè delle sue strutture e dell'arredo interno, per vedere come era valutato l'impiegato e le sue condizioni di lavoro, a quel tempo) e del Ministero "fuori" (vale a dire la sua decorazione e la sua immagine, concretizzazioni esteriori queste di un potere statale e politico). Ed ha anche sottolineato l'importanza di comprendere il Ministero "nella città" non solo da un punto di vista urbanistico-formale, ma in quello sostanziale, della vita- degli impiegati da una parte e della "accessibilità del potere" da parte del cittadino, dall'altra. Alla proficuità di una simile interpretazione si era richiamato già Mario Serio nella sua chiara Prefazione.
Quindi, oltre l'analisi dell'elemento architettonico, oltre lo studio della posizione urbanistica, oltre la stessa ricostruzione della speculazione e del gioco degli interessi (che hanno avuto la loro importanza anche dietro la costruzione degli edifici per i Ministeri), pare certo che la prospettiva aperta da Sabino Cassese sulla storia della burocrazia e per un rinnovamento della storia delle amministrazioni statali riesce oggi come quella più affascinante e più promettente. E già in questa direzione si veda il bel saggio qui in parte ripubblicato di Guido Melis sulla cultura e il mondo dei burocrati italiani dopo l'unità.
Una prospettiva poi che sarebbe interessante poter applicare, tra l'altro, allo studio anche della amministrazione militare e della societé milUaire italiana.
Un buon risultato, insomma, per la Mostra e ancor più a saperlo ben leggere per questo catalogo.
NICOLA LABANCA
GIOVANNI MONTRONI, Società e mercato della terra; Napoli, Guida, 1984, in 8, pp. 154. L. 15.000.
Il mercato della terra nel Mezzogiorno d'Italia nel periodo postunitarlo, nonostante le varie conseguenze ed implicazioni sul piano di una migliore e più approfondita cono­scenza della società meridionale non solo, ma anche su quello di un discorso più ampio