Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <51>
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LA RIVOLTTZIONB HAPOLBTAKA. DEL 1820 61
morie prevalentemente militari, di cui faremo qualche cenno, e da quanto altro si potrà qui aggiungere, perchè la condotta militare dei generali si presta nel fatto a molte discussioni.
Lo Stassano dunque racconta che nella mattina del quattro, il generale Campana, comandante la provincia, col colonnello Labrano e circa mille nomini (1) del suo reggimento, e con un distaccamento di gendarmeria a cavallo, partì da Salerno per portarsi in Avellino: ma, giunto in Montoro, per alcune fucilate tirate da quei villani alla vanguardia, composta di gendarmi, ordinò farsi alto., indi rin­culò nel Mercato di Sanseverino, ove da Nocera trovò arrivato il Tenente Generale Nunziante con truppa maggiore: abboccatisi fra di loro i generali, si videro dopo ritornare il Nunziante in Nocera con quella truppa, ed il Campana con la sua colonna in Salerno . I carbonari di Sanseverino presero animo, mentre ancora impauriti èrano quelli di Montoro, che inviato in ricognizione il capitano Pao­lella con trenta militi, ne presero dipoi ardire. Che i carbonari inol -tre impauriti al muoversi del Campana s'erano da 500 ridotti a 100, e che al mattino del cinque luglio, non più di 300 da Baro-nissi si spinsero su Salerno. H Campana intanto ordinava al La-brano, che aveva il doppio delle forze dei rivoltosi, di ritirarsi prima su Salerno e poi lasciarlo ai rivoltosi, ritirandosi su Vietri e su Sfo­cerà. Così Salerno, le autorità, le casse, le prigioni restarono abban­donate alla discrezione di un pugno di gente collettizia, che si sa­rebbe sciolta e dissipata alla prima scarica, non dico di tutte le truppe del Labrano, ma di una sola compagnia .
Per questa mancata repressione, che confina col tradimento, o ninna imputazione, dice lo Stassano, ne riportarono i generali Nun­ziante e Campana, anzi si videro piuttosto premiati, ed il Campana con il comando in Sicilia. Tutto dimostra che tati erano le istru­zioni segrete e tanto si voleva dal Medici . Interessante e decisivo, se fosse confortato da altri documenti è il racconto del suo colon­nello, il Bellelli, che lo Stassano riferisce a conferma di quanto egli finora à sostenuto. Il Bellelli era stato carbonaro, e fu perciò no­minato presidente del governo provvisorio costituzionale, pur rima­nendo comandante dei militi. Il Bellelli avrebbe raccontato allo Stassano quanto segue.
Il tenente generale Colletta, mentre comandava questa divi-
(1) CARRASCOSA o. o. 1, e. dice settecento.