Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <52>
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siono miUtare, mi diceva: quando sentirete che coeso da questo co­mando, tenete per certo ene il tempo della rivolta.' è prossimo* Me­more di queste parole, nei principi! del passato mesei giugno, mi trovavo in Vannulo (masseria di lui vicino Pesto) ed intesi il cam­biamento delle autorità e che il tenente generale Nunziante veniva a rimpiazzare il Colletta:?' Credei giunto il tempo e stimai portarmi in Napoli per assicurarmene. Andai prima degli altri a far visita a questo tenente generale, e restai sorpreso nel rilevare dal suo par­lare tatto incertezza, tutto freddezza. Mi portai indi dal generale Carrascosa e lo ritrovai tutto dubbioso : consimile parlare nei tenenti generali Filangieri e D'Ambrosio. Andai dal tenente generale Flore­stano Pepe che mi disse; Signor Bellelli avete la testa molto riscal­data. H solo Guglielmo Pepe, tutto infiammato, mi premurava a se­condare da questa provincia. In questo stato di cose, molto diverso da quanto credevo, stimai ritornare a Vannulo ed avendo poi inteso l'arrivo in Salerno del Nunziante, mi portai da Ini per dipendere dai suoi ordini. Gli avvenimenti di Nola, di Monte-forte, di Avellino e del Ponte della Maddalena si succedevano ben presto : il tenente generale Nunziante mi parlava di mantenere la tranquillità nella-provincia; gli risposi che, se mi autorizzava a passare il fiume di Battipaglia (confine del distretto di Salerno) ed a mettermi alla te­sta dei militi dei distretti di Campagna, Sala e Vallo, avrei rispo­sto della tranquillità dei detti distretti. Ma il Nunziante mi disse: per ora siete qui necessario, e parti per Nocera, indi, con la truppa, per Mercato Sanseverino, ove s'abboccò col generale Campana che ' aveva retroceduto da Montoro e fu di ritorno in Nocera.
Intanto fui sorpreso da febbre e mi posi a letto; quando, verso mezzogiorno del cinque luglio, il Campana che passava per la strada di Vieta mi fece chiamare. Mi ravvolsi in cappotto e vi calai; mi disse che andava in Nocera per concertare le operazioni col Nun­ziante e parti ; da vicino lo seguiva il colonnello Labrano alla te­sta delle sue truppe.
Di soppiatto, a bassa voce, gli domandai quanti disertori aveva avuto nel fatto di Montuori. Mi rispose: niuno; potete numerare la mia gente; sono tutti presenti, al numero di novecento e"più. Dissi allora: cattivi augurii, e tornai a letto.
Nel giorno stesso i costituzionali (non più rivoltosi) occuparono Salerno... .
Quanti schiarimenti, osserva lo Stassano, sui veri promotori della rivoluzione! Si rileva precisamente quanta poca parte vi pre-