Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <54>
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VIHOENZO CASTALDO
Dopo aver accennato all'inasprimento dell'imposta fondiaria* che costrinse i piccoli proprietarii a rifugiarsi nella carboneria, il Oa-nosa scrive ehe il Medici, invece di reprimere la setta, immaginò che, reprimendo una sollevazione, da lui. provocata, avrebbe con­quistato l'intiera Muoia del Re. Egli dunque che poteva estinguere l'incendio sul nascere, gli forni nuovo alimento (1).
Ma l'annotatore ai due scritti, dettati dal Canosa, osserva: Se Hi biografo dice che il Medici bramava la rivoluzione per reprimerla, come scusarlo nell'aver situato nelle lontane Provincie i generali d* Sicilia d'intemerata fede, e d'aver circondato la capitale di generali murattisti, settari quasi tutti ed immoralissimi ? E, accaduta la ri­bellione, e, condottisi pochi ribelli a Monteforte, per quali ragioni, invece di servirsi di un generale di Sicilia per conquiderli, spedì loro contro un Carrascosa, uomo conosciutissimo generalmente per le sue opinioni : uomo che il Canosa teneva strettamente sorvegliato, alla prima epoca che fu ministro della polizia ! 1 ! Troppa indulgenza. H Medici non aveva dunque neanche l'idea di reprimerla.
In un'altra nota si legge che il Medici ed il Tommasi erano sicuri di vedere subito incatenati i 180 ribelli dalle truppe del Campana. Al­trove il Canosa dice: Medici riguardò il movimento che egli fo­mentava come un impotente scoppio della setta carbonaria, facile a reprimersi, e quindi, senza avvedersene, divenne M vile istrumento di cui i carbonari si avvalsero per rivoluzionare il regno .
H Marchese di Oxrcello, è detto più oltre, è morto convinto che Medici ora stato l'autore della rivoluzione, ed, insieme al Canosa, am­bedue erano persuasi che Medici e Tommasi, invasati dai liberalismo, d'accordo coi ribelli, tradirono il Be e la.loro patria (2). Ed il OircellOj richiamato al Ministero insieme al Medici nel 1822, si rifiutò, addu-cendo e che non avrebbe lordata la sua canizie, sedendo in consiglio fra i traditori del Be . E nei * Piffari di Montagna , in una nota, si legge Fornirà sempre un argomento 'melluttabile della crimino-sità e prave intenzioni del Ministro di Napoli il porre tutto in opera, onde l'armata austriaca abbandonasse per intiero Napoli. Il Ministero di Napob* ricusò le truppe assiane che sarebbero venute
(1) Vita del Mediai e. p. II e. Ili p. 34. Cf. Le orniate contro il ledici nelle Mise. Vili. Soc. St. Nap.
(2) Vita del Medici e. p. 36, 37.