Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <59>
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LA. RIVOLUZIONE. NAPOLETANA DEL 132(1 59
Cosicché l'accusa* che gli meritò la- condanna a morte, riassume che egli era d'intesa col Pepe, che il quattro luglio poteva disporre li 4000 combattenti del Duca di Rocoaromana, che, con la sua ina­inone sul 0nmio, permise chiei si rafforzassero le difese contro Nun­ziante e Campana, che, col pretesto di trattative, spediva emissari l'assicuranti i rivoltosi, che si oppose ai consigli del Nugent, che me-<t?Ò; il plauso dei settarii e fu nominato ministro della Guerra, e che, durante questo ministero, esaurì l'erario dello stato per arma­menti, fortificazioni, ecc. (1).
La condotta tenuta dal Tenente Generale Nunziante e dal Ma­resciallo Campana, a lui subordinato, di fronte alla sollevazione che da Avellino si estendeva nel Salernitano, ha anche dei punti oscuri, eàe, se non danno ragione allo Stassano, offrono occasione di ri­lievo nell'interesse della storia.
Ricordiamo a questo proposito il rapporto, inviato dal te­nente colonnello De Conciliis a Guglielmo Pepe su quanto egli fece, dal primo al sei luglio, per il trionfo della rivoluzione costituzio­nale (2). Da esso risulta che il movimento, guidato da gente esperta di cose militari, era abbastanza temibile, e che qualunque impegno dei generali tra quei monti, presidiati dagli insorti, poteva, come nella guerriglia spagnuola, riuscir fatale ai reggimenti che si fos­sero inoltrati. Mi portai, dice il De Conciliis, insieme al sergente Politi al telegrafo Mater Domini, ed obbligai quell'incaricato dei sogni di annunziare là risoluzione seguita nella provincia di Terra di Lavoro,, e la già proclamata costituzione: Fu tolto il telegrafo poi, acciò noi! avesse potuto segnalare in senso opposto...*?-* che le notizie arrivarono in ogni maniera esagerate e preoccupanti.
E pia oitjfe: La sera (del 3 ?) furono fatti prigionieri 15 gen­darmi che avanzavano su Solofra, piccola avanguardia del Cam­pana, il quale non tardò a comparire, forte di 500 uomini del reg­gimento di fanteria di Palermo e 150 di cavalleria Principe, ma fu cosi ben ricevuto dal nostro fuoco che Cu obbligato a retrocedere a Torchiato, quattro miglia al di là di Solofra.
Da una spia e da una lettera intercettata, la notte del 3 nel 4, rilevammo che l'indomani Nunziante avrebbe rinforzato Campana
(1) Cf. Deoja.c.e, L o, .,,,. T A b . .
(2) Tal rapporto è stato pubblicato dal Bottata nella N. Antologia
1B87, P. 17.