Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <60>
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VtNCBNZO CASTALDO
in Montoro. Mi rinforzai aneli'io eoe. eco. e segue cosi a riferire la difesa accanita ohe i ribelli, ormai decisi a tutto, opposero alle truppe del Be> Oa. i vari rapporta dei successi conseguiti non af] cela la trepidazione di non potersi difendere a lungo, e la richiesta I continua di rinforzi (1), ma pari se non superiore trepidazione dorè albergare nell'animo dei due generali, giù dubbiosi del CarrascoBa, preoccupati della fedeltà delle loro truppe ed ostacolati non poco dalle difficoltà, che la zona montana presentava alla repressione dei
rivoltosi.
Ma, al di sopra di questa condotta, non certo lodevole, dei due generali, le cui operazioni furono almeno incerte e sconnesse, si leva il grave dubbio, non facile a risolvere, della giornata del 4 luglio, nella quale, mentre il Campana riportava un successo militare su Montoro, e si mandavano 4000 nomini a Oarrascosa, il Nunziante da Mercato S. Severino spedisce una strana lettera al Be.
In essa perora la causa dei ribelli, reclama la costituzione, di­chiara quella la lotta fratricida e implicitamente defezioni* Una lettera, tollerabile solo se l'avesse scritta Guglielmo Pepe, e che pone senza dubbio il Carrascosa in minor colpa, e della quale, a rivoluzione compiuta, il Nunziante mena vanto coi governo costituzionale.
Fé riportiamo i brani più rilevanti. Sire, qui non si tratta di combattere pochi uomini malamente raccozzati e senza piano e, come in tanti altri rincontri, diretti solo da private passioni e da malnati interessi. Le intere popolazioni, o Sire, dimandano una Co­stituzione e la sperano dal senno, dal cuore e dall'accorgimento che distinguono V. M. In tale stato di cose il combattere sarebbe lo stesso che accrescerne la forza : e quand'anche fortuna mi sorridesse, qual bene tornerebbe a V. M. dallo spargimento del sangue dei suoi popoli?
Spedisco il principe di Campana con una porzione di truppa in Salerno, ed io col rimanente mi diriggo in Noeera onde conservare le comunicazioni con Salerno, dando così tempo alla M. V. di dare un carta alla Nazione, la quale componga in pace gli spiriti, e corra prontamente innanzi al voto universale del popolo di V. M., il quale fa per ogni dove risonare il grido di Viva il Be e la Costituzione. Ogni indugio sarebbe funesto; il maggiore Della Rocca, da me spe-
(l) Storia della rìwhizionù di Napoli compilata (sul Colletta) da N. G. Napoli. Lombardi, 1864, p. 40 o segg.