Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <63>
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LÀ RIVOLUZIONE NAPOLETANA DEL 1820
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stento potè ricondurlo in linea, pur non evitando l'accusa di abbandono dì posto, che in fine poi fu riconosciuta inesistente.
E così prosegue nella sua narrazione : Piena d'amarezza si passò la giornata del 6 marzo, martedì. Questa gente intendeva il Parlamento napoletano opporre alle agguerrite milizie tedesche, e con queste combatterle, mentre una divisione intera di linea si era fatta ritornare indietro, per spingervi innanzi gente inesperta ed nt-disciplinata. Ed altrove: tutto era combinato per far nascere sconcerti. Nello stesso giorno 6 marzo anche a S. Germano, che era presidiato da truppe di linea, vi fu confusione. Un ufficiale, preso da falso ti­more della presenza del nemico, distrusse munizioni e viveri, get­tandoli nel fiume, mentre ve ne era tanta penuria.
Spiega la direzione presa dall'esercito nemico che giunto in Oeprano, per la destra del Liri si diresse in Bietì , perchè avver­tito forse dei forti trinceramenti di Magnano e Cascano, e dell'in sufficienza del Tenente Generale Guglielmo Pepe.
Nota con sospetto l'aggirarsi misterioso del generale D'Bsoamard, favorito dalla Corte, lungo le retrovie dell'esercito', e nota che la Corte aveva da per tutto occhi fedéli... ed a tutto in silenzio provvedeva, per far qualunque avvenimento piegare a suo vantag­gio ... e Sua Altezza con fina scaltrezza parlava molto, lodando e mostrando ardentemente di volere quello che maggiormente odiava.
Il 12 marzo fu dato l'ordine, in seguito alla rotta d'Antrodoco, di ritirarsi dietro il Volturno. rUSsì, osserva con sagacia lo Stas­sano, restarono inutilizzate le grandi fortificazioni del campo diMi-gnano e vicine alture' tutte coperte di ridotti, ed altre opere ese­guite sotto la direzione del colonnello del Genio D. Niccolino Laudi, oriundo di Campagna e fratello dell'aiutante maggiore del mio bat­taglione D. Luigi Laudi, il quale agiva in buona fede, come gli al­te! subalterni II gergo era fra i TenenWCneraliLo stesso, per eseguire tali opere di campagna* W?* adoperate sino a dieci­mila zappe per più giorni. H Oarrascosa ispezionandole gli aveva detto:- Signor LanM't ffl il nemico verrà ad attaccarci, vedrete gran Mucchi dei suoi cadaveri.
Lo strazio dei militi avvenne sotto Capua, dove fu loro impe­dito di entrare nella piazza, la quale ospitò soltanto la Guardia Beale, che doveva far buona accoglienza al nemico. Fuori le mura, non attendati, affamati da due giorni, e sorpresi da piogge dirotte, i militi furono provati fino all'estremo della loro disciplina e del loro attaccamento al liberalismo.