Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <64>
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Ito Stassano riuso! più tardi, corrompendo i custodi, a fan in­tromettere nella piazza quasi tutti i suoi militi ed a ristorarne qualcuno sfinito. Ma il 16 marzo giungeva il Colletta, il quale ri­mase atterrito dell'eccesso che avevano raggiunto quelle arie dispo­sizioni, uscito fuori porta di Boma, ed osservato tanto sfaeelo e desolazione, non potè contenersi, e fu sentito lire: Oh questo è troppo! oh questo è troppo! e lo Stassano nota in parentesi: que­ste parole estemporaneamente pronunziate sono da considerarsi e fanno presumere cosa (!) . Il Colletta diede ordine che tutti rien­trassero nella piazza, e lo Stassano, maggiormente rassicurato, po­tette rivedere il suo colonnello Bellelli, e dal capitano Bufano, suo conterraneo, gli fu fatta leggere una lèttera del Carrascosa, diretta al Tenente Generale Caracciolo, comandante la Divisione Territo­riale di Salerno, nella quale si leggeva più o meno questo :
<f n nostro D. Guglielmo à rovinato i nostri affari (siò)jr, è di­sceso in Rieti, ed è stato battuto? à abbandonato le belie posi­zioni di Antrodoco ed il suo corpo d'armata si è disperso per­ciò ò dovuto ridarmi dalla linea di Migliano, per guardare quella del Volturno .*., Ho sofia i -min ordini dieiottomila uomini di linea, oltre i corpi raccolti: con questa gente, se non potrò salvare la nazione, salverò l'onore nazionale. Le parole segnate, scrive sempre lo" Stas­sano, sono quelle precisamente della lettera, e delle quali conservo viva memoria .
Queste parole, secondo lo Stassano, furono scritte poche ore prima dell'arrivo del Colletta, ma, dopo l'abboccamento di. costui col Carrascosa e con altri tenenti generali, le cose cambiarono. Colui che in Oapua avea ospitato in casa sua lo Stassano era un milite.'ed era stato di sentinella all'appartamento di Sua Altezza, aveva ascoltate parole di dubbio significato e scorti sorrisi conven­zionali tra i cortigiani e i generali, GJB ~rsi recavano per conferire col Principe, tanto che aveva detto allo Stassano : le cose sono a mal partito . In seguito lo stesso autore interrogò un Maggiore di Piazza che gì confidò che era da sperarsi un trattato simile a qmMp dei 1815, conoUusù in Casalamia, e die, dopo la venuta del Colletta, i signori Tenenti Generali speravano di più: di esser promossi a Pari del Regno, per lo che v'era tmiio da temere e niente da spe­rare .
Da questo giorno la diserzione cominciò a diventar generale, la confusione diveniva enorme, le truppe del Carrascosa si disperde­vano portandosi le armi ed il bagaglio. Alcuni legionaria, illusi, ore-