Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <68>
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VINCENZO CASTALDO
gionieri, e che solo dalla resistenza potevano sperare concessioni Ri-ferisce inoltre che si vociferò in seguito che il generale Frimont veniva realmente per far eseguire la decisione dei sovrani ; ma nel tempo stesso aveva ricevuto istruzioni riservate, con le quali gli era stato ordinato, che trovando l'armata resistenza, fosse venuto a con­venzioni e trattative, ed accordata la costituzione gl approvata delle dne camere. Ma non trovando resistenza, non l'avesse affatto pubblicata e l'avesse tenuta celata. Di tali istruzioni pienamente In­formata Sna Altezza, si affrettò a pubblicare lo scioglimento dell'Ar­mata, e vi riuscì coll'illudere Colletta e gli altri generali. E si diede maggior premura quando seppe scoppiata in Piemonte la rivolu­zione, là cui notizia seppe tener celata. Giunti in Napoli i signori Generali s'avvidero allora dell'enorme errore commesso e di essere stati goffamente corbellati a danno l'oro proprio e della nazione da essi tradita. Corse voce ohe Ferdinando avesse detto ; Wrance-s0 ha saputo iene portarsi la Puglia (ha saputo vincere la par­tita) ed i generali invece furono inviati in esilio, dove si dettero a scrivere memorie e istorie, inorpellando i fatti, per giustificarsi agli occhi dei lontani e che ignoravano i fatti sopra esposti .
Di un complotto per defezionare le truppe, dietro accordi col nemico lo stesso Guglielmo Pepe n'ebbe notizia diretta e sicura. In data 27 febbraio gliene scriveva l'Ambasciatore di Spagna, Mar­chese Onfo, e la lettera è riportata nelle Memorie del Pepe, Avver­tiva costui d'avere appreso per lettere da Roma che gli Austriaci avessero deciso di assalire il Pepe con tutte le loro forze, conside­randolo come l'unico ostacolo per potere annientare la libertà: e notava -poi, come cosa inqualificabile, che il Carrascosa, invece di accampare sulla Sabina, in contatto con la sinistra del secondo corpo, se ne era distaccato, ritirando la linea su S. Germano, met­tendosi in condizioni di non inviargli, soccorsi tempestivi, in caso di attacco, e sicuro d'altra parte del suo fronte.
Lo stesso ambasciatore ebbe cura d'informare il Pepe di conti­nue trattative che il Colletta ed il Carrascosa espletavano con gli Austriaci.
Queste ultime del resto fcono confermate dal Carrascosa nel suo libro, e, fin dal principio della campagna, osò fare analoghe propo-ed infine attuarle. E, cosa strana, mentre egli teme di emanare provvedimene, che non solo gli competevano, ma erano di suo stretto dovere, contro i disertori, e se ne appella al Parlamento, osa invece e con molta facilta entrare, senza alcuna autorizzazione, in