Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <69>
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relazione col nemico, motivandolo con giudizii, i più negatavi e de­nigranti, s all'efficienza e sai morale dei suoi soldati (l).
Allo stesso Metternich dovettero giungere notizie di questi ac­cordi, ed egli pare non le apprendesse con molta soddisfazione. 2fei suoi Memoires BÌ legge: Chaque heuTenous apporte des nouvel-les d'Italie, qui toutes prouvent qu'on n'en viendra pas a une ba-taille. lavone que j'en aerais fàohé - Car si l'on veut donner une lecon aux rebelles, il faut y mettre de la vigueur - Le faire entre quatre yeux, cela ne sert a rien, il faut que la lecon soit donnée au grand jour (2).
Che la rivoluzione costituzionale napoletana fosse stata una de­lusione pei murattini o liberali in genere, minacciati di rimanere soffocati dalla marca montante dei carbonari, con lo Spettro forse di una ripetizione delle fasi della rivoluzione francese, si può sicu­ramente affermare. Il Metternich. lo aveva subito espresso, in for­ma di mom'to, che le rivoluzioni liberali terminano con il trionfo dei partiti sovversivi.
Dopo Lubiana le condizioni divennero addirittura estreme: combattere contro il proprio re o dar mano all'anarchia carbonara. E piìi strana ancora era la condizione dei generali, compromessi per aver promossa la rivoluzione, ripugnanti dei carbonari e messi in ballo a combattere contro il Ee, al comando del Principe eredi­tario, dichiarato dal padre amatissimo figliuolo ! La tragicommedia richiedeva un deus ex machina e si disciolse come un dramma in­concludente e senza uscita.
In tali condizioni la guerra era un non senso, ed il piano di essa, così movimentato e mirabolante, proposto dal Colletta, era una beffa. I generali stavano al fronte, all'ombra di Francesco, per poter barattare qualche cosa, sfruttando quella qualunque trepidazione che ogni esercito invasore sente di fronte a una nazione in rivolta, capace d'i sorprese o di guerriglia, con la ansia della rivoluzione scoppiata in Piemonte. Guglielmo Pepe, compromesso più d'ogni altro, ed alieno o senza speranza di accomodamenti, si gettò, come si dice, a corpo perduto, e lasciò di quei tempi la memoria meno indegna, in quella strana condizione di cose.
Per noi ohe conosciamo anche la storia seguita dopo, il Pepe
(1) p. 102; la lettera dcM'Ouis 6 in copia conforme presso la S St. Pati-. Nap. tra le carte Mi iDMyala.
(2) Mom. e. p. 408.