Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO 1850-1870
anno <1986>   pagina <182>
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LETTERE AL DIRETTORE
Gentile Direttore,
La prego di pubblicare questa risposta alla recensione, curata da Bianca Montale, nei quar(to numero 1982 della Rassegna, al libro, di cui sono coautore con Lucio Cecchini, Storia del Patto di fratellanza. Movimento operato e democrazia repubblicana 1860-1893, con prefazione di Giovanni Spadolini (Roma, Edizioni della Voce. ENDAS).
La demolitrice recensione arriva a punte offensive nei brani: L'autore ha effettuato una specie di collage senza particolare sforzo di selezione critica né di completezza e La storia del Patto avrebbe dovuto... non ridursi ad un affastellamento di notizie di riporto spesso discutibili.
Sono termini e giudizi sprezzanti che nettamente respingo e che even­tualmente una perizia o semplicemente una serena lettura confido possano smentire.
La recensione presenta inoltre alcune inesattezze, a partire dal computo, per eccesso o per difetto, delle pagine che rimprovera come superflue o viceversa troppo scarse nella trattazione di determinati argomenti: son calcoli che distorcono gli equilibri di struttura nel volume recensito.
Riduttivo e deformante è l'appunto sulla collocazione regionale di Siro Fava, un personaggio che proprio dal mio studio esce valorizzato: non lo ho detto sbrigativamente toscano ma ho documentato e discusso i dati e le difficoltà della localizzazione in una nota di dieci righe, per la cui elabora­zione telefonai (senza riceverne lumi) alla stessa Montale, prima di poter verificare il recente elemento bibliografico che ora ella cita,
Giusto è invece l'appunto sull'omissione, nella nota 36 a p. 46, del suo articolo sul Savi: sinceramente me ne dolgo, per la completezza stessa della nota, che ne risente.
Credo, senza sforzo, alla Montale quando accenna alla possibilità di mo­strare altre inesattezze ed omissioni, del che, in altro spirito, per la mia falli­bilità e perfettibilità, le sarei grato.
Vengo, con ciò, ad una pacata discussione sul merito e i limiti del lavoro, ammettendo che ella possa esser rimasta delusa rispetto a maggiori aspetta­tive concepite alla vista del titolo.
Cecchini ed io, pur con metodiche precauzioni preliminari, abbiamo intrapreso il tentativo e l'avventura della sintesi, sempre ardua, col rischio di suscitare, ad alto livello di cultura o in temperamenti difficili, perplessità, diffidenze e riserve. Come se si tirassero le somme di un'addizione non finita, che attende nuovi addendi: ma quando finiscono le addizioni in quest vasto mondo?
In effetti, da altre angolazioni ideologiche e storiografiche già si eran fatti bilanci generali, non scevri di approssimazioni e parzialità nella loro rinomanza e consistenza. Abbiamo avvertito, così, l'esigenza, per colmare un vuoto, di ricostruire, in via di approssimazioni successive, le origini dei movi­mento operaio italiano da un'angolazione orientativamente repubblicana, con al centro Je vicende ed il significato di quei Patto di fratellanza, investito sì