Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO 1850-1870
anno <1986>   pagina <184>
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Lettere al Direttore
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Tutto questo dalla piattaforma orientativa della posizione repubblicana, partendo con fervore da Mazzini, del quale ho cercato di rendere, in termini semplici ma mossi e non manualistici, la concezione sociale, in rapporto all'unitaria globalità del messaggio, colta nella pregnanza religiosa (più volte sottolineata) dell'apostolo: una pregnanza sottesa alla socialità mazziniana.
Il libro presenta in vero piane pagine di espositivo riepilogo, per esempio in lineare corrispondenza dei pratici, sodi e circoscritti avviamenti piemon­tesi, ma si è trattato, in questo caso, di poche pagine coi necessari rimandi bibliografici. È vero anche che non mi sono molto trattenuto sulle esperienze liguri anteriori al '60, ma non mi si dica che me la sono cavata con una paginetta e si riguardi l'importanza logicamente data a questo portante antefatto, col tranquillo rinvio appunto alla Montale e ad Emilio Costa, su cui interamente fidavo per affinità di connotazione ideale, congiunta a serietà scientifica.
Lo studio del Costa, uscito quand'ero a lavoro inoltrato, è stato dal sot­toscritto presentato a Pisa e recensito nel Bolla tino della Domus Mazziniana (1981, I, pp. 74-76).
Col passaggio dalla cornice subalpina a quella unitaria (salvo altre zone di andamento riepilogativo), il libro si fa più folto e particolareggiato, in coerenza col sottotitolo che fissa dal '60 la soglia cronologica di program­matica pertinenza, ed attenderei da lì in poi un riconoscimento delle novità che vi emergono, dispiegate con mordente nel contrasto sulla Comune, nella preparazione e svolgimento del XII congresso, quindi nell'indagine accurata (certamente suscettibile di ampliamenti e precisazioni) e nella sfaccettata riflessione sul primo decennio del Patto (per un esempio qualsiasi il discorso sulla questione dello sciopero), per poi congiungersi alla parte egregiamente curata da Lucio Cecchini, che s'inoltra nelle crisi e negli sviluppi del movi­mento repubblicano fino alla vigilia della fondazione del partito.
Mi scuso col prof. Ghisalberti se, togliendo molto spazio, ho finito col recensirmi da solo, ma ho preferito spiegarmi in positivo.
BRUNO DI PORTO
REPLICA
Signor Direttore,
Bruno Di Porto ha eccessivamente drammatizzato rilievi che non ave­vano alcuna intenzione denigratoria, interpretandoli come condanna globale di un lavoro cui non ho negato vastità di impegno e complessiva utilità, ma sugli esiti del quale ho espresso qualche riserva. Egli attribuisce un animus particolare ad un intervento che esprimeva piuttosto il rammarico per attese non appagate che il titolo dell'opera ha suscitato in chi ha trascorso anni di studio sulle fonti del movimento operaio repubblicano.
È mio dovere, innanzi tutto, chiarire il senso di alcuni giudizi che l'autore ha ritenuto offensivi. Un collage, purché operato con validi criteri selettivi e critici e volto a formare un profilo essenziale e chiaro anche per