Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <73>
immagine non disponibile

LA BIVOLUZtONB NAPOLETANA DEL Ì820 ?3
Così i racconti s'integrano e il disfacimento della coscienza pa­triottica attaccò prima i capi, poi i sottocapi, per l'opera nefanda i !<Jel Re e é Beggente.
Tale congiura assolutista, capitanata dal Principe Ereditario e di cui fu primo tramite il Oarraseosa si conferma anche da m fe cuniento inedito, al quale lo stesso generale, molto di esso preoccu­pato* dà grande rilievo,->e.aécenna, senza dichiararne il contenuto, sperando potesse rimanere occulto, nei suoi Memoìres.
Egli così scrive:
a Terminando la stampa di queste momorie, apprendo il punto principale di tutte le imputazioni, dirette contro di me. Son felice di poter includere una spiegazione, per smentì una oalnnnia sulla quale i miei detrattori sembrano contare molto. Ecco il fatto nella sua integrità.
H 13 o 14 marzo, il luogotenente generale, Prìncipe di Stran­goli, venne al mio quartiere generale, alla Taverna di Caianiello, e mi disse che mentre gli Austriaci erano per attaccarci da un lato, si erano scoperti varii movimenti tumultuosi ed anarcoidi nelle due Provincie di Salerno e d'Avellino. Egli aggiunse che credeva con­veniente che i generali dell'armata facessero un proclama, perchè l'armata si obbligasse anche a reprimere tali anarchici e cattivi sog­getti. L'idea mi sembrò buona e favorevole al buon ordine, ma ri­sposi che avrei consultato i miei colleglli*-M scrissi a D'Ambrosio e Filangieri, domandando le loro opinioni. H D'Ambrosio mi scrisse di crederlo utile, ma il Filangieri mi scrisse di doverci guardare dal mischiarci in simili affari, che ci esporrebbero a calunnie. Bestai convinto di quello che mi scriveva il Filangieri, e non se ne parlò pio. Intanto pare die una copia di questa lettera sia caduta nelle mani di non so chi, cbe l'ha data come mio ordine del giorno all'armata Quante volte me ne han fatto cenno, ho creduto trat­tarsi dell'ordine del giorno del 18 marzo, in Oapua, che obbligava gli sbandati a deporro le armi (v. apag. 406 l'accusa di aver spinto i soldati a sbandarsi). 7?mso bene ohe i miei avversari non si con-tenteranno di tale spiegazione, e vorranno divorarmi come nella fa­vola del lupo e dell'agnello .
Intanto la lettera caduta nelle mani M non so chi,? I la se gncufce,: