Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DI CRIMEA 1853-1856; RUSSIA OPERAZIONI NAVALI IN ARTIDE
anno
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1986
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pagina
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191
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
TRA LE CARTE DEL TREVIGIANO GIOVANNI BERNA CAPO DI STATO MAGGIORE DI MENOTTI GARIBALDI
A MENTANA
Nello scorso mese di ottobre, avendo finalmente disponibilità di personale, cosa più unica che rara negli Enti pubblici di questi tempi, l'attuale direttore della Biblioteca Comunale di Treviso, dott. Lucio Puttin (chiamato poco dopo a ricoprire il lusinghiero incarico per concorso, cosa anche questa non tanto frequente di capo della Ripartizione Cultura del Comune), socio da vari anni del nostro Istituto e componente del Consiglio direttivo, fu in grado di cominciare, ed è da augurarsi che l'esplorazione finisca solo con l'esaurirsi del materiale, l'esame di quanto era finito da oltre un secolo e fino ai nostri giorni nel deposito : pacchi, scatoloni, plichi ecc. delle più svariate provenienze, dalle donazioni ai lasciti, agli avanzi di sgomberi e così via.
Un giorno mi consegnò per competenza un pacco recante la dicitura Carte del cav. Giovanni Berna maggiore garibaldino, per il futuro Museo del Risorgimento. Così mi sovvenne che, in uno dei suoi scritti, il dott. Teodorico Tessari nel 1932 (in occasione del 50 garibaldino) dettando una commemorazione, aveva scritto di questo personaggio, aggiungendo del quale io possiedo la giubba, la pistola e la sciabola. Aperto il pacco e data una sommaria occhiata mancavano poche settimane all'apertura della Mostra commemorativa del Centenario dell'Eroe e si stava mettendo a punto il catalogo scelsi una mezza dozzina di pezzi significativi per il gran pubblico, li collocai in una delle vetrine dando, come per il resto, incarico della schedatura al dott. Agostino Contò, funzionario della Biblioteca (e nostro attivo socio), invitandolo altresì ad ordinare l'insieme di quelle che ormai erano divenute le Carte Berna (qui avanti c.b.). In questo modo la celebrazione andò arricchita di una documentazione inedita ed importantissima.
Tornati a rivedere le carte in momento più tranquillo e fatta una ricerca anagrafica, della quale desidero qui ringraziare pubblicamente il funzionario comunale Ilario Benedetti (che aveva scoperto in casa un gran ritratto di garibaldino, anche se al momento anagraficamente ignoto), leggemmo una lettera indirizzata nel 1923 dal comm. Ugo Cronasser, allora Ragioniere Capo del Comune, al direttore della biblioteca, nella quale spiegava di aver rinvenuto in casa le c.b. essendo nipote, come figlio del fratello della moglie, del soldato di Garibaldi, morto senza discendenti, salvo un'unica figlia deceduta in giovane età. Ce n'era abbastanza per concludere che, né prima, né dopo il 1923 fino ai nostri giorni, nessuno aveva visto quel complesso documentario: qualunque fosse stato il valore, si trattava comunque di materiale assolutamente inedito.