Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
anno
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1986
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pagina
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214
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Libri e periodici
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tarie ecc. Per la prima parte di maggiore ampiezza e di particolare interesse sono gli scritti circa l'estimo civico (Borelli), notariato e arti liberali (Sancassani), il piccolo mondo della villa (Viviani), gli aspetti militari della Verona veneta (Àndreis), agricoltura e investimenti fondiari (ZaUn); per la seconda parte, interamente dedicata al '700, vogliamo rammentare l'importante saggio del Mangini su teatro e spettacoli a Verona, e l'accuratissimo lavoro bibliografico del Viviani che in due capitoli (uno dedicato a uomini, cose, interessi di Verona veneta visti secondo l'ottica della documentazione a stampa; l'altro dedicato alla ricostruzione storiografica di quel mondo) compie una sorta di completo inventario critico di quello che si pubblicò a Verona e su Verona dal XV secolo alla fine del '700. Di tale saggio, con eventuali integrazioni e aggiornamenti, vedremmo volentieri una ristampa per la sua circolazione presso gli studiosi di storia locale e non.
RENATO GIUSTI
ELVIRA CHIOSI, Andrea Serrao. Apologia e crisi del regalismo nel Settecento napoletano, con presentazione di R. Ajello e V. Piano Mortari (Storia e diritto, 7); Napoli, lovene. 1981, in 8, pp. XVI-477, tavv. 6. L. 15.000.
Questo volume fa parte di una collana formata per raccogliere i contributi scaturiti da un progremma del C.N.R.: Uffici, ministero togato e società a Napoli nell'età moderna . In effetti, sebbene il *700 non sia così remoto, uno dei due promotori della ricerca, Raffaele Ajello (l'altro è Vincenzo Piano Mortari), affermava come mancassero quasi totalmente studi sull'effettiva funzione della magistratura napoletana prima dei napoleonidi, al di là degli scontati giudizi sulla venalità delle cariche, la farraginosità delle leggi, e l'eccessivo numero dei paglietti.1 Andrea Serrao, di cui questa è la prima biografìa critica, tesa a considerarne l'aspetto politico, teologico e pastorale, compare nella Series Episcoporum ecclesiae catholicae del GAMS, all'elenco dei presuli potentini, con due brevi annotazioni: occisus -exstruit Cathedralem . Fu proprio questa morte violenta, che gli fece acquisire il carattere di martire giacobino del 1799, a determinare tutta una serie di studi sulla sua vita su base ideologica. Perché se, infatti, accettò la Repubblica Napoletana e nelle sue omelie si jfjfeee alla nota massima di S. Paolo sull'obbedienza all'autorità costituita, come voluta da Dio, in realtà molti altri vescovi e parroci adottarono lo stesso atteggiamento prudente. Molto giustamente la Chiosi ipotizza che la volontà di uccidere il vescovo sia sorta in ambito strettamente locale. Nei processi del decennio non si riuscì ad infrangere il muro di omertà che legava tristi figuri, alcuni anche ecclesiastici, che avevano inteso vendicarsi di un severo vescovo, col pretesto della fede monarchica.
Andrea Serrao era nato a Castelmonardo, in Calabria, nel 1731, e dopo aver studiato in collegi: e seminari locali si era recato a Roma col fratello prediletto Elia per completarvi gli studi. Nell'ambito della provincia meridionale un dottorato presso le università dell'urbe era ottimo titolo per far carriera in campo ecclesiastico, ma Serrao non segue un ordine di studi regolari, volto piuttosto a imparare sotto la guida di maestri privati e amici, che poi sono i campioni deil'antigesuitismo e del giansenismo come Giovanni Bottari e Pier Fran-
R, AJELLO, // problema della Riforma giudiziaria e legislativa nel Regno dì Napoli durante la prima metà del sec. XVHI, I: La vita giudiziaria, Napoli, Jovene. 1961.