Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
anno
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1986
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pagina
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216
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Libri e periodici
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Un lavoro eccellente, questo della Chiosi, per l'ampiezza delle fonti (in parte riportate in appendice) esaminate, per la ricostruzione degli ambienti storico-culturali di questo Settecento napoletano per il quale, e segnatamente per le biografie di pensatori illuministici, abbiamo assistito recentemente a una larga messe di ricerche.
FLORIANO BOCCINI
ANTONIO CHIADES, Un giornale nella Storia - Il Monitor di Treviso, 1807-1813; Dosson, Bepi Crich, 1982, in 16?, pp. 166 con 7 fac-simili. L. 9.000.
Dispose Bonaparte, mettendo ordine anche troppo nella confusa materia, prima nella Repubblica Italiana e poi nel Regno con una serie di provvedimenti, susseguitisi via via fin quasi alla fine, che ogni Dipartimento avesse un suo solo foglio periodico, impropriamente classificato tra i giornali, con rare eccezioni... pluralistiche. La norma portò come conseguenza la istituzione di un giornale politico in parecchie località, anche importanti, che ne erano prive. Tra esse Treviso, la quale nei decenni ultimi trascorsi nell'ambito della Serenissima aveva soltanto fornito notizie e spunti pressoché ad ogni numero della Gazzetta di Venezia, quando non anche del Postiglione e delle Notizie del Mondo. Data la ristrettezza dell'ambito e la mancanza dì iniziative, però, non aveva mai dato luce a tentativi più arditi; s'era in effetti limitata alla produzione dell'annuale almanacco Lo Schieson Trevisan, edito oltre che pensato da quel singolare personaggio che fu Giovanni Pozzobon (sulla cui multiforme attività s'è ora intrattenuto G. Renucci, in uno dei Quaderni di Treviso nostra: Lunari, almanacchi e schiesoni ), il quale con tale foglio si rese noto non solo nella provincia Trevisana, ma talora oltre i confini della Repubblica.
Così, dal 3 febbraio 1807 al 29 ottobre 1813, anche Treviso ebbe il suo primo giornale: per aver il secondo avrebbe dovuto attender l'uscita del Corriere del Sile, il 18 luglio del 1866, tre giorni dopo l'arrivo delle truppe italiane, a non contare i pochi numeri del quarantottesco Popolano.
L'ufficialità del Monitor di Treviso (non si può dire che i suoi primi animatori avessero gran che di fantasia) fu sottolineata dal 10 gennaio 1812 con il cambio della testata, divenuta // Foglio del Dipartimento del Tagliamento.
Oltre all'attuale provincia (tranne Asolo e Castelfranco, singolarmente aggregate a Vicenza per qualche anno), il Dipartimento del Tagliamento abbracciava allora anche la destra del fiume donde aveva il nome (cioè l'attuale provincia di Pordenone) e taluni segmenti poi divenuti veneziani: da ciò l'importanza della sua collezione, anche per studiosi che si occupino di vicende relative a località oltre il confine della Marca Trevigiana.
È ben vero che esso pubblicava solo ciò che a Milano (o a Parigi) si voleva: il direttore Marzari dovette soggiornare (in ...cura medica, come la cosa fu mascherata) nelle regie carceri, per non aver imparata la lezione, ma è altrettanto vero che, a legger tra le righe, come ci sembra abbia ben saputo fare abilmente il Chiades (non per nulla da vari lustri è giornalista militante), si apprendono tante cose e si ricostruiscono situazioni.
L'amico Sergio Cella ci aveva dato nel '74 l'elenco dei periodici veneti, ora con questo lavoro di A. Chiades si fa un passo avanti: i nomi che compaiono in queste pagine, da G. A. Scopoli a M. Pieri, per dirne alcuni, sono di personaggi che vanno ben oltre la Vicenda trevigiana, investendo importanti aspetti della storia civile e letteraria nazionale.