Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
anno
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1986
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pagina
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221
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212 Libri e periodici
dimenti sulla base di fonti inedite, manoscritti, periodici ecc. in vista di un progetto di dizionario dei patrioti mantovani dal triennio giacobino fino all'800 ed oltre. Impostato in termini strettamente scientifici sotto la guida del prof. Salvadori, tale repertorio si presenta in edizione provvisoria nell'auspicio che amministrazioni comunali, singoli studiosi, discendenti di patrioti possano fornire ulteriori elementi ai fini della completa conoscenza del contributo mantovano al Risorgimento nazionale.
RENATO .GIUSTI
Lettere inedite di Giuseppe Garibaldi alla marchesa Anna Pallavicino, a cura di GIOVANNI PRATICÒ; Pavia, EMI Editrice, in collaborazione con il Comune di Pavia, 1982, in 8 , pp. 438 con ili. L. 25.000.
Questo elegante volume, arricchito da decine di illustrazioni, rappresenta uno dei contributi che il Comune di Pavia ha voluto realizzare in occasione del centenario garibaldino; lo si deve anche alla passione del dott. Praticò, già sovrintendente archivistico per la Lombardia e del giovane editore Sartorio. Comprende ben 255 lettere di Garibaldi alla Pallavicino e della Pallavicino a Garibaldi, che il proprietario conte Paolo Barbiano di Belgiojoso ha voluto fossero pubblicate. Purtroppo il carteggio non è completo, perché mancano molte lettere della Pallavicino a Garibaldi e solo in piccola parte si è ovviato a questa lacuna con quelle esistenti al Museo del Risorgimento di Milano ed al Museo centrale del Risorgimento di Roma.
Anche così parziale, l'epistolario è assai interessante perché rivela i profondi legami di amicizia che unirono l'Eroe con l'affascinante boema Anna Koppman, moglie del marchese Giorgio Pallavicino-Trivulzio, reduce dello Spielberg, presidente della Società nazionale, prodittatore nel sud e protagonista nell'area della Sinistra. Intendiamoci: non vi furono vincoli amorosi, ma solo stima ed affetto fraterno, motivati dalla comune passione politica, che pure era vissuta in modo diverso. Garibaldi dal canto suo è, come sempre, umanissimo; pur nelle sue scarne lettere, scritte nel decennio 1860-70, trapela il suo temperamento indomito, così come appare la sua dignitosa povertà, accettata con orgoglio, insieme alla ferita di Aspromonte ed ai malanni dell'artrite.
Anna e Giorgio Pallavicino accoglievano spesso l'amico adorato nella loro villa di S. Fiorano presso Codogno e nella tenuta di Genestrello, sovvenendo spesso l'ospite con regali di riso, formaggio, vino; Anna inviava poncìios fatti con le sue mani e correva da Giuseppe a Caprera quando era necessario per la salute di lui. Il conquistatore di un Regno era bisognoso di affetto e di amicizia ancor più che di generi alimentari, perdurando le disillusioni politiche ed aumentando progressivamente le distanze tra lui e la classe politica italiana.
Nella minuta di una lettera scritta dalla Pallavicino, che riflette certo le vedute del marito, aristocratico di nascita, ma democratico di elezione, del 21 luglio 1864, si legge tra l'altro (pp. 224-225): ... Perché non vi proponete di scalare arditamente il potere? L'Italia è in diritto di aspettarsi da voi grandi risoluzioni non tanto militari quanto politiche... Occupatevi di ridurre nelle mani vostre il timone dello Stato... .
Giorgio Pallavicino che con l'organizzazione del plebiscito a Napoli aveva chiuso definitivamente i vecchi rapporti con Mazzini, ora pensava, come Anna, ad una rivoluzione democratica di cui Garibaldi avrebbe dovuto essere il capo.
Ancora Anna scriveva a Giuseppe il 18 maggio 1866 (minuta di lettera), rimproverando al generale la sua adesione alla guerra regia contro l'Austria: ... Vous Stes trop