Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
anno
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1986
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pagina
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224
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Libri e periodici 215
abulico e assente in momenti particolarmente importanti, ora cosciente della gravità delle circostanze, tutt'altro che arrendevole, desideroso del riscatto.5)
L'atteggiamento contraddittorio del re, tormentato dal peso delle responsabilità, richiederebbe di integrare l'accurato studio dello laeger (...) con un saggio psicoanalitico sui complessi da cui il povero ragazzo fu afflitto per tutto il resto della sua infelice esistenza Più che nella particolare influenza che l'esuberante personalità di Ferdinando II ebbe sul figlio, cercherei, però, le ragioni di fondo della mesta rassegnazione di Francesco II in quel suo atteggiamento religioso, autentico e popolare, che lo spingeva a fare affidamento sulla presenza reale ed attiva della diviniti nelle cose terrene e ad adeguarsi ai decreti della Provvidenza. Tale innato fatalismo era accentuato dall'inesperienza, dalla mancanza di doti insostituibili quali l'autorità e la capacità di decisioni autonome, dall'assenza di persone sulle quali fare affidamento.
Nella sventura, tuttavia, Francesco avrebbe rivelato una statura morale insospettata, nonché la dignità e il coraggio propri di un sovrano, grazie anche alla commovente fedeltà dei Suoi soldati e all'intrepidezza della giovane regina, che si sarebbe irresistibilmente imposta come l' eroina di Gaeta , infiammando l'Europa legittimista e stimolando l'immaginazione di poeti e scrittori, come Daudet, Proust, D'Annunzio.
L'assedio di Gaeta finisce col catalizzare l'attenzione dello Jaeger, che tratta l'argomento con una certa competenza, avvalendosi di ogni contributo, compreso un saggio di arte militare dovuto ad un anonimo generale svedese, il quale potè visitare la piazzaforte dopo la resa.8) In conseguenza di questo interesse altri avvenimenti sono trattati un po' troppo sommariamente: sono ignorati, per esempio, gli atti del ministero Romano-Spinelli, cosi come è del tutto trascurata l'influenza avuta dall'ambiguo e incerto comportamento del Filangieri nel determinare la stasi più inoperante a livello politico e quindi nel preparare la crisi finale del regno.
Maggiore spazio è dedicato invece agli unitari, tra i quali spiccano soltanto il conte di Cavour e Giuseppe Garibaldi: il primo, grazie alla sua genialità, alla rapidità nell'agire, alla estrema spregiudicatezza, che trova giustificazione nei grandi risultati ottenuti; il secondo, per l'eccezionale grandezza d'animo e per la capacità di sapersi tirare indietro ogni volta che la sua persona veniva ad essere di ostacolo alla causa dell'unità d'Italia.
Su ben altro piano si muovono gli altri personaggi: Vittorio Emanuele II, col suo comportamento contrario ad ogni etica politica ; Napoleone III, il potente e perfido amico del re di Napoli; i generali piemontesi, tra i quali emerge Cialdini nella sua duplicità, a volte leale e cavalleresco, altre volte duro e autoritario, incline al bel gesto e alla magniloquenza, ma spesso brutale e vendicativo oltre ogni limite di decenza . Egli sovrastava di alcuni cubiti l'altro protagonista della campagna meridionale, l'ammiraglio Persano, la cui personalità acquista più precisa fisionomia grazie soprattutto alle pagine del suo diario che, pur scritto in chiave apologetica, ce ne svela la scarsa competenza professionale, la vanità, la tendenza all'esibizionismo, l'insopportabile retorica e quella leggerezza che ebbe gran parte nella disfatta di Lissa.
Il libro dello laeger si distingue, infine, per la particolare attenzione riservata, ovviamente, alle questioni giuridiche. L'autore contrappone la finezza argomentativa dei napo-
*) A. GHIRELLI, Un re troppo giovane, rassegnato al crollo, in Corriere della Sera. 15 agosto 1982.
Ti Sul personaggio, vcd. C. TSCHUDI, Un'eroina dimenticata: la regina Maria Sofia di Napoli, Città di Castello, 1914; B. CROCB, GII ultimi borbonici, in Uomini e cose della vecchia Italia, II, Bari, 1927, pp. 390 sgg.; A. ToSTr, Maria Sofia, ultima regina di Napoli, Milano, 1947.
*) Mémoires sur le siège de Ga'éte, 1860-61, Stoccolma, 1861.