Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
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1986
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225
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216
Libri e periodici
letani, frutto di un'ottima tradizione in materia, alla propaganda singolarmente rozza degli avversari, che volevano giustificare con fragilissimi argomenti giuridici l'aggressione allo Stato pontificio e la successiva invasione del regno delle Due Sicilie.
La pretesa abdicazione de facto di Francesco II fu peraltro smentita clamorosamente da una sentenza del tribunale di commercio di Marsiglia, che, giudicando nel novembre 1861 circa alcune operazioni di compravendita compiute dal governo borbonico durante l'assedio di Gaeta, ne riconobbe la validità, dando torto al governo italiano che contestava l'operazione appellandosi alla asserita decadenza del re di Napoli dal trono. Tale soluzione fu accolta con favore dall'opinione pubblica francese, dimostrando come non si fossero ancora spenti gli echi entusiastici di ammirazione suscitati dal valoroso contegno dei sovrani napoletani a Gaeta.
Con le pagine dedicate all'esilio e alla morte di Francesco e Maria Sofia termina il saggio di Jaeger, che risulta documentato e obiettivo sino alla fine. Esso non presenta grandi novità, ma ha senza dubbio il merito di offrire al grande pubblico una precisa e compieta ricostruzione di avvenimenti decisivi per la storia d'Italia.
FRANCESCO PAPPALARDO
LUIGI TÙCCARI, // brigantaggio nelle Provincie meridionali dopo l'Unità d'Italia (1861-1870), presentazione di ALDO VALLONE; Lecce, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Comitato di Lecce e Centro socio-culturale S. Ammirato del Comune di Lecce, 1982, in 8, pp. 257. S.p.
Nella sua misurata presentazione Aldo Vallone ha segnato opportunamente quelli che sono gli stimoli maggiori dell'apprezzabile volume del generale Luigi Tùccari. In primo luogo ha dato la misura più esatta alle pagine, in cui l'autore parla della Terra d'Otranto. Il Salento è guardato con sentimento, non con animo campanilistico e i dati e le notizie fornite vanno inseriti nel contesto generale, perché esso sia arricchito e completato, non certo soffocato o isterilito in maniera strumentale. Vallone ha poi con ragione lodato la prudenza e talvolta resistenza mostrate da Tùccari, che ha respinto le tentazioni di agganci con la situazione odierna, limitandosi a stendere la cronaca delle cose correnti nei primo decennio postunitario.
Dal canto suo, nella premessa, l'autore offre la chiave, con la quale ha lavorato, una chiave politicamente e storiograficamente corretta. Tùccari, infatti, ritiene che il fenomeno del brigantaggio non fu solo politico e sociale o economico o clericale, ma rappresentò la sintesi di questi e altri fattori disgreganti, che uniti insieme contribuirono a svilupparlo e alimentarlo .
Dopo una prima parte, in cui vengono sobriamente riassunte le caratteristiche della società meridionale e vengono ricapitolate le vicende politico-militari concluse dall'annessione, si entra nel vivo con l'analisi della natura del brigantaggio. Ai particolari e alle notizie non originali si alternano, in diverse occasioni, spunti ed indicazioni tratti da documenti e carte di archivi, così da creare un'amalgama di facile, scorrevole e feconda lettura. Vasto è il quadro geografico cui guardare, ma altrettanto vasta è l'informazione offerta da Tùccari stille manifestazioni del brigantaggio nelle varie regioni deli'ex-regno borbonico. Di interesse particolare sono le pagine in cui viene scandita cronologicamente siamo tra il 1863 e il 1864 la trasformazione del fenomeno in vesti di incontrollata criminalità organizzata.
11 volume indubbiamente trova una valenza di notevole peso nella quinta parte, dedicata alle operazioni militari e di polizia. Un militare, quale Tùccari, non si perde in