Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <78>
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VINCENZO CASTALDO
èvvene alcuno di vostra (stessa firma, verrà incessantemente pubbli­cata, né la mia morte istessa impedirebbe ormai questo tributo alla verità, ed alla completa g/kusUficazione mia e dei miei tèftorévoìi eoi,
leghi*
Risulterà da delta memoria ohe sebbene io stesso di sentimenti liberali, pWe jtó M buona fede ogni sforzo per reprimere la rivólu- zione di Monteforte: 1. perchè tanto imponeva il mio dovere, e Vob-' bligo di corrispondere alla fiducia che crasi riposta in me ; 2. per­chè io giudicai quella impresa come temeraria, come inopportuna e come non necessaria; 3. finalmente perchè, secondo i miei principii la cooperazione dell'armata in una rivoluzione è sempre biasimevole. Se l'effetto dei mìei sforzi fu mancalo, ciò accadde perchè il go­verno tanto per indolenza, che per ingiusta diffidenza verso M me, mi ritardò i mercenarU,
Dopo accordato il cambiamento politico io mi attaccai sincera­mente al sistema rappresentativo, ohe costantemente ho preferito, in ogni epoca della mia vita, ad ogni altro.
lo non giudicava intanto la costituzione di Spagna, analoga al Regno di Napoli,' giammai però avrei cospirato contro di essa, per­chè il cospirare non entra nei miei principii. Fui nominato ministro della guerra, e, mio malgrado dovei conserrarne per cinque mesi il poi'tafoglio. Ogni sforzo misi in 'opera per adempirne con onore e successo le funzioni. Un'armata di einquantaquattromila uomini fu organizzata quasi per incantesimo, piazze prontamente riparate, ma­teriale d'artiglieria eostruito in breve tempo, settantamila fucili prov­veduti traverso d'immense difficoltà, nuove polveriere stabilite; ca-vaUi* bardature, arnesi, abbigliamenti, approvvigionamenti di ogni genere, numerosi trasporti al seguito completati con celerità, furono i risnltamenti dei quali non potè disconvenirvi. Infatti nella seduta del Parlamento del 26-X-1820, di ufficio gli fu reso conto da un ge­nerale, membro del 3 parlamento : del florido stato dell'armata, dell'ottimo stato militare della frontiera, come della difesa prepa­rata dall'artiglieria di campagna e delle polveri. Notate ohe in quel­l'epoca io avevo cessato di essere ministro, già da diciassette giorni, e che ero in isfavore: cosicché non sarébbevi stata ragione per spw rambiarmi, se le cose non fossero effettivamente esistite in ottimo stato. Oiò nonostante e simultaneamente con questi rapporti favore­voli, io venvoa da altri, e per commissione di altri, calunniosamente accusato davanti iì Parlamento, ed un'indagine- di ufficio provò la calunnia. Non si diseontmuava intanto da ogni intrigo per togliermi