Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
anno <1986>   pagina <228>
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Libri e periodici
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politico e di rivolgersi quindi al tema della partecipazione *riei suoi termini quantitativi . In sede di consuntivo, tenute presenti l'impostazione e le finalità del lavoro, lo scopo, indicato in apertura, si può ritenere raggiunto in termini soddisfacenti.
VINCENZO G. PACIFICI
EUGENIO GIOMMI, Catalogo dei periodici pratesi. I. (1867-1899), con la collaborazione di LUCIA TOCCAFONDI e TOSCA STOPPIONI; Prato, Biblioteca comunale Alessandro Lazzerini , 1982, in 8, pp. 95. S.p.
II catalogo della stampa periodica pratese dell'ultimo Ottocento si aggiunge alla serie di pubblicazioni analoghe, pubblicate in altre città e di cui sono stati già segnalati nella nostra rivista gli aspetti ed i contenuti positivi.
Dal 1867, anno in cui appare il più vecchio tra i periodici, fino allo scoccare del secolo sono indicati e descritti attentamente tutti i bollettini e tutte le pubblicazioni, che vivevano la realtà della città toscana o che comunque in essa vedevano la luce. Abbiamo detto la realtà della città toscana, quella realtà, non è possibile davvero non ricordare, tanto brillantemente illustrata e ripercorsa nei tre volumi della Storia di Prato, pubblicati negli scorsi anni, volumi che nel loro campo costituiscono davvero un'opera insigne.
VINCENZO G. PACIFICI
PIER FAUSTO BUCELLATO - MARINA IACCIO, Gli anarchici nell'Italia meridionale; la stampa (J869-1893), prefazione di Enzo Santarelli (Storia e documenti, 8); Roma, Bulzoni, 1982, in 8, pp. 350. L. 18.000.
Tra gli studi approfonditi di un certo peso, che si siano riferiti al fenomeno anarchico in particolare! non dovrebbero essere dimenticati, a modesto avviso di chi scrive, i lavori di Nello Rosselli e di Aldo Romano che, seppure abbastanza definiti e limitati sul piano ideologico, restano forse ancora oggi quanto di meglio sinora sia stato fatto in materia. Ciò nondimeno, esaminando un volume come il presente, che si sofferma sulle realtà giorna­listiche dell'Italia meridionale formate dai gruppi anarchici nella seconda metà dell'Ottocento, bisogna rilevare che forse si tratta di qualcosa di più di una semplice indagine sulla pubbli­cistica. L'organizzazione del lavoro segue schemi cronologici; considera anzitutto il sorgere dei primi movimenti anarchici che ancora non hanno maturato una coscienza precisa, maturazione che giunge in un secondo tempo, con l'arrivo di Bakunin il cui fallimento sul piano insurrezionistico lascerà, peraltro, una situazione diversa sui piani ideologico e dottrinale. Si puntualizzeranno le diversità tra concezioni collettivistiche e comunistiche, poi gradualmente, come altrove in Italia, l'influsso di Andrea Costa e di Cafiero, solo per fare I nomi più rappresentativi del movimento, aprirà il dibattito sulla questione dell'organizza­zione. Un capitolo a parte gli autori hanno inteso dedicarlo all'influsso' esercitato dalla