Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
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1986
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Libri e periodici
cultura positivista sull'anarchismo: temi centrali come quelli del socialismo e dell'individualismo, del senso di anarchia pura-, delle istituzioni tradizionali filtrate alla luce della nuova filosofia fanno la loro comparsa sulla pubblicistica testimoniando così un'ulteriore evoluzione dei fenomeno anarchico. In questo contesto campeggia la figura di Francesco Saverio Merlino.
Comunque, come afferma Santarelli nella sua prefazione, che sia più esatto parlare di anarchismi, al plurale, nel Mezzogiorno (e si potrebbe dire nell'Italia intera) è un fatto assodato. Rosselli, nel suo studio, in fondo si era preoccupato in particolare di porre in rilievo la polemica di Bakunin con Mazzini, ma aveva curato soprattutto un aspetto del discorso; altrettanto aveva fatto Romano che aveva posto l'attenzione sui democratici in Italia ricercando i segni dell'influsso di Proudhon tanto in Bakunin come in Pisacane e nei loro seguaci. Nello studio presente, sebbene in maniera schematica, si prospetta la realtà del multiforme anarchismo così come si impone e si evolve nel Mezzogiorno.
Si ha l'impressione di essere di fronte ad un quadro d'insieme (che, pur nella sua sinteticità, sembra esprimere la volontà, o quantomeno l'intenzione, di raggiungere una completezza. Nel considerare, poi, la parte antologica, escludendo forse gli scritti dei teorici più rappresentativi, molte riflessioni sorgono spontanee e non può non ritornare alla mente la teoria delle verità impazzite o delle semiverità di cui parla Chesterton, che Maritain pose alla base degli errori moderni; alcuni brani riportati sono autentici stralci di Vangelo scristianizzato. Nel meditare questa irrefutabile realtà allora si comprende come, di fronte al miraggio di un regno dei cieli terreno e materiale che Solo i violenti sono in grado di conquistare, possano essere giustificate azioni di ogni genere, anche spinte alle estreme conseguenze.
La storia vicina, in fondo, nelle manifestazioni terroristiche di questi ultimi anni non ha fatto altro che porre in luce una costante anche, e soprattutto, nei soggetti più irriducìbili, quella di un substrato cristiano che ha perduto la dimensione soprannaturale della Grazia.
RAFFAELE ALESSANDRINI
MARIA MARCELLA RIZZO, Una proposta di liberalismo moderno . L'idea liberale dal 1892 al 1906; Lecce, Milclla, 1982, in 8, pp. 272. L. 15.000.
Il ventennio a cavallo tra '800 e '900 sostiene giustamente nelle parole iniziali dell'introduzione l'Autrice è centrale nel processo di analisi e di comprensione della società italiana nel secolo che viviamo. I venti anni che vanno dal 1890 al 1910, vedono la nascita, la crescita e l'inserimento sempre più forte dei partiti politici, modernamente intesi e modernamente organizzati, nella vita di uno Stato, il cui assetto è rimasto legato agli schemi risorgimentali e che, pur turbato, non esce sconvolto o sovvertito.
Scopo del lavoro della Rizzo è quello di esaminare, dopo il grande fiorire di studi Sui due movimenti di massa, il socialista ed il cattolico, attraverso un giornale, L'idea liberale, il modo con cui un settore della borghesia cerca da un verso di fronteggiare direttamente con proposte sensate e concorrenziali il pericolo socialista e dall'altro di sollecitare le classi dirigenti ad una maggiore attenzione verso i problemi sociali. Il tesi ha due motivi specifici di interesse: il primo è costituito dalla sede di pubblicazione del periodico, Milano, città fulcro nella evoluzione del paese, e il secondo dagli anni di vita, 1892-1906, anni vitalissimi in un arco vitale.
In diverse occasioni la Rizzo, nei primi due capitoli, rimaneggiati dopo la pubbli-