Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
anno <1986>   pagina <258>
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Vita dell'Istituto
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Nessun tradimento dunque, per Sotgìu, da parte degli intellettuali, che anzi avrebbero contato di ritrovare attraverso le sperate riforme l'identità regionale in un rapporto più largo e paritetico con la penisola.
Il problema coinvolgeva nel dibattito anche U. Cardia, con qualche tentazione non sopita di cercare una "chiave universale" di lettura.
Interpretando infatti la storia insulare di questo millennio come storia dell'autonomia e dell'autogoverno, egli individuava nella prima fase del pensiero di Siotto-Pintor la reazione del filone moderato della borghesia sarda che, in seguito alla spaccatura e decapitazione della rappresentanza politica del popolo sardo causata dal fallimento dei moti angioiani. avrebbe rinunciato alla profonda vocazione autonomistica delia storia isolana, ripiegando verso una soluzione subalterna.
La Storia civile dei popoli sardi, come la Storia d'Italia dal 1871 al 1915 del Croce, in un ingegnoso accostamento, sarebbe non a caso concepita posi factum, cioè nel nostro caso a partire dal dopo-Angioy, quasi per il disagio dell'autore a parlare di tale spaccatura.
Per cui la seconda fase del pensiero di Siotto-Pintor a questo punto non potrebbe essere definita che come risarcimento e autocritica, come un naturale riallineamento con il permanente sovversivismo che caratterizzerebbe la storia delle classi popolari in Sardegna.
Un altro relatore poi che, partendo da un diverso punto di osservazione, ha insistito sull'organicità "impressionante" del nostro autore è stato C. Sole.
Il Siotto-Pintor avrebbe in sostanza trattato i grossi nodi della nazionalità, della questione romana, della collocazione internazionale dello Stato unitario, dell'affrancamento dalla tutela francese in forma più sistematica e coerente rispetto a qualunque altro contem­poraneo isolano.
Ancora dunque di spunti ed esiti di italianità della Sardegna si è discusso, auspice Siotto-Pintor, ora attraverso il suo misogallismo viscerale, ora attraverso il suo atteggiamento antitemporalista, ora attraverso la sua concezione nazionalista e monarchica dello Stato. Di ardua conciliazione tuttavia quest'ultima con il suo "bizzarro" progetto federalista di due regni d'Italia che, alla luce delle posteriori polemiche sul Valore del Risorgimento e dell'unità d'Italia, C. Sole ha creduto di poter qualificare, in chiave polemicamente "antiradieal-alto-borghese", come "intuizione realistica".
Altro aspetto di rilievo ci è sembrato infine quello dei rapporti fra Stato e Chiesa nel pensiero del nostro. M. Corrias Corona ha ricostruito con provocatoria modernità le sue posizioni in materia religiosa, che ci farebbero pensare a un cattolico del dissenso ante Jitteram, poniamo un Ernesto Buonaiuti, per le comuni vicende della messa all'indice e della scomunica e per certe forme recise ma originarie di antitemporalismo, antiritualismo e laicità. Posizione che il concilio Vaticano II, ha detto la relatrice, avrebbe considerato eertamente con altra disposizione d'animo.
Il convegno, che è sembrato nel complesso galvanizzato da costanti tentativi di confronto con l'attualità, e di cui abbiamo potuto per ovvie ragioni sviluppare solo alcuni temi, si è concluso con una riflessione di P. De Magistris, che ha tra l'altro auspicato la sollecita apertura della sezione sarda del Museo del Risorgimento, dove, fatti salvi i diritti di proprietà come pure le competenze istituzionali, il prezioso materiale archivistico riguar­dante il Siotto-Pintor sia raccolto e reso accessibile al pubblico .
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CASERTA. Come annunciato, il 18 dicembre 1982, a Piedimonte Matese hanno parlato sul tema Attività manifatturiera ed opificio Egg a Piedimonte Matese dal 1806 al 1860 il dott. Giampiero Griffo e il prof. Carmine Cimmlno, presentati dalla cortese e forbita parola del dott. Antonio Giordano. La manifestazione, organizzata dalla sezione piedimontcse del nostro Comitato, si è svolta nell'aula magna della Scuola Media Statale G. Vitale, il cui Preside si ringrazia, alla presenza di un folto e rappresentativo pubblico.
Primo a prendere la parola è stato Carmine Cimmlno, che, dopo aver ringraziato gli