Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA POLITICA INTERNA 1868-1869; MENABREA DI VAL DORA LUIGI F
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1986
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259
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250 Vita dell'Istituto
amici di Piedimonte per la loro fervida attività, è entrato nel merito dell'argomento affidato alla sua trattazione (Economìa-popolazione-società a Piedimonte Matese agli inizi delt'800). Tenendo presenti le fonti più varie (l'inchiesta di Giuseppe Buonaparte, quella successiva di Murat, i quadri statistici provenienti dagli uffici dell'Intendenza di Piedimonte Matese), Cimmino ha tracciato un quadro completo della situazione agricola, manifatturiera e dello sviluppo demografico a Piedimonte Matese nell'età francese. Per prima cosa ha egli evidenziato le caratteristiche dell'andamento naturale della popolazione piedimontese rispetto all'analogo fenomeno provinciale, pur ambedue permanendo nell'ambito di un quadro demografico da ancien regime. L'attenzione del Cimmino si è quindi soffermata sulla composizione socio-professionale della popolazione per poi giungere alle attività economiche che la sottendono. La conclusione di questa prima parte dell'analisi del Cimmino è stata che Piedimonte Matese nell'età francese si può ancora definire una cittadina a schietto carattere braccianti Icari ìgianale-lavoriero con ristrettissimi nuclei di pochi grossi proprietari sia laici che ecclesiastici monopolizzanti la proprietà della terra.
Dopo dì aver illustrato la struttura delle colture, l'andamento della produzione agricola ed il rapporto tra risorse e popolazione, Cimmino è passato a trattare dell'attività manifatturiera, ricavando dati e notizie dalla prima inchiesta francese, quella di Giuseppe Buonaparte del 1808, che offre un interessante spaccato della struttura e dello stato delle manifatture piedimontesi. Particolarmente ha concentrato l'attenzione sul lanificio, che era tipico e tradizionale, non solo di Piedimonte Matese, ma anche di Cerreto Sannita, Cusano Mutri e dei centri della Valle del Liri (Arpino, principalmente), di cui ha evidenziato l'arretratezza, ma anche tentativi di ammodernamento operati soprattutto dall'ex feudatario duca Gaetani di Laurenzana nella sua manifattura di recente impianto (1806). Comunque il quadro era quello di una profonda arretratezza del settore, che dipendeva anche dai forti residui di potere feudale e dalla lotta da questo compiuto per conservare posizioni di privilegio.
Giampiero Griffo ha trattato dettagliatamente della manifattura di cotone impiantata da G. G. Egg nel 1813. Egli ha avvertito innanzitutto la necessità di più approfondite indagini sull'apparato industriale del Regno di Napoli nell'800. Per l'importante cotonifìcio di Piedi-monte si possiede ancora solo il vecchio saggio del Wenner, pubblicato in due puntate sull'Industria meridionale nei lontani 1954-1955. L'indagine di Griffo ha messo in evidenza l'arretratezza tecnologica del Regno di Napoli (mancanza di officine specializzate, di utensili ecc.), che pone ostacoli all'imprenditore svizzero, mentre altri ostacoli, di natura giuridica, derivano dall'ex feudatario duca di Laurenzana. Il Griffo si è quindi intrattenuto sull'appoggio dato dal Murat all'Egg per poi passare a delineare la storia dell'opificio dalla caduta del blocco napoleonico e dal ritorno dei Borboni agli anni 1850. La manifattura nell'arco di un trentennio, raggiunse capacità produttive e occupative paragonabili a quelle delle più grandi manifatture della penisola. Nel 1846 con l'abolizione di alcune tariffe protezionistiche borboniche vantaggiose per le aziende cotoniere meridionali, la manifattura Egg subisce un netto ridimensionamento, mettendo a nudo la fragilità di un tessuto produttivo apparentemente a carattere capitalistico, ma in realtà profondamente segnato da un mercato protetto e non soggetto a concorrenza. La ripresa successiva alla crisi del 1846 sarà molto faticosa, almeno a giudicare dall'andamento della occupazione. L'alluvione del 1857 costituirà, poi, un vero e proprio disastro.
Ci auguriamo solo che gli amici di Piedimonte Matese non perdano l'occasione per la pubblicazione delle due conferenze.
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LECCE, Si è spenta improvvisamente il 10 gennaio di quest'anno, la professoressa Michela Doria Pastore, direttrice dell'Archivio di Stato dello nostra città e vice Presidente del nostro Comitato,
Nata a Napoli il 10-X11-.1.920 e percorsa negli archivi statali una brillante carriera che Favéva portata ormai- da parecchi anni alla direzione di quello di Lecce, la prof.