Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO; SONNINO SIDNEY
anno <1986>   pagina <284>
immagine non disponibile

284
Antonio Jannazzo
pratici iniziato con la salita al potere dell'onorevole Crispi ;19J in parti­colare, richiama alcune leggi di questo fecondo riformismo Crispino: i Regolamenti sulla polizia dei costumi; la legge sull'emigrazione; la legge sulla sicurezza pubblica, accompagnata dal divieto dell'impiego di fanciulli in tenera età in giochi e spettacoli acrobatici ; la legge comunale e pro­vinciale; il nuovo codice penale che aveva abolito le antiche prescrizioni che consideravano lo sciopero [...] come un reato per se stesso; la legge di contabilità modificata in modo da poter dare direttamente gli appalti nei lavori pubblici alle società cooperative di braccianti ; le leggi sull'Igiene e la Sanità pubblica; e, infine, il progetto di legge sulle Opere Pie destinato a caratterizzare in senso fortemente sociale il governo Crispi.
Crispi si era preparato a questa esperienza di governo con animo di giurista, di legislatore e di buon amministratore, pur mantenendo del vecchio spirito cospiratorio alcune impazienze e alcuni toni giacobini. Son-nino, che dopo l'inchiesta in Sicilia aveva abbandonato ogni utopia di legge agraria, coglie con prontezza i residui Uluministici contenuti nel progetto Crispino di colonizzazione interna. Perduta l'occasione, sostiene Sonnino, di una distribuzione della terra al tempo della liquidazione dell'asse demaniale ed ecclesiastico, ora le difficoltà pratiche sono maggiori e i capitali ancora assenti: meglio affidarsi, quindi, ad un puntuale riformismo gene­rale, alla diffusione delle dottrine agronomiche , ai lavori di bonifica e alle condizioni generali, economiche e sociali del paese . Questa fan­tasmagoria della colonizzazione interna ribadisce Sonnino è un'arma che si è vista tirar fuori più di una volta in passato da alcuni tra coloro che non vorrebbero realmente far nulla in fatto di riforme sociali [...]. Non dico né penso precisa che questo sia mai stato concetto del­l'onorevole Crispi, quando egli ci ha parlato di progetti per la colonizza­zione interna; ma ritengo che egli si faccia qualche illusione su questo punto, e non si sia reso abbastanza conto delle difficoltà pratiche che si oppongono all'attuazione del suo sogno .
Ma nel complesso Sonnino aderiva al programma di Crispi. A quel programma che era stato esposto nella campagna elettorale del 1886 e che l'uomo politico siciliano trasferisce in buona parte nel primo triennio di governo, prevedendo riforme tali da rendere più. moderne in senso libe­ral democratico e più efficienti le strutture pubbliche.21) Alle plebi manca tutto , aveva detto Crispi nel 1886; perciò invocava istituti necessari alla emancipazione degli operai , case e magazzini cooperativi, scuole elementari e scuole professionali, casse di risparmio, banche di credito popolari, opifici sociali formati da * operai associati , casse di risparmio contro gli infortuni sul lavoro; e poi una legge sugli scioperi non più iniqua e una legge sui probi viri , cioè su una magistratura composta in eguali proporzioni di operai e di capitalisti . Affrontando, inoltre, il tema della crisi agraria,
W S. SONNINO, Leggi sociali Tornata del 4 luglio 1890, in Discorsi parlamentari, voi. I, cit., p. 526.
20) hi, P. 534.
2D P. PONZI, op. cit., p. 791.
*2) P. CRISPI, Le elezioni del 1886. I. Programma sociale, in Discorsi elettorali cit., pp. 190-201.