Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO; SONNINO SIDNEY
anno
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1986
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pagina
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285
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Sonnino e Crispi
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Crispi si mostra preoccupato per la gravità del tributo fondiario e dei debiti che pesavano sulla proprietà e per l' esagerato spirito di fiscalismo che aveva abbandonato miniere, saline e tonnare agli arbitri biennali degli agenti delle tasse.23) Questo piano sociale ed economico si congiungeva ad un vasto progetto di riforma dello Stato fondato sulla netta distinzione dei partiti, sulla valorizzazione delle attribuzioni delle amministrazioni locali, sulla giustizia nell'amministrazione e sulla responsabilità dei ministri e di tutti i pubblici funzionari.24)
Sonnino pensava a queste grandi linee programmatiche quando, nel corso del dibattito parlamentare del luglio 1890, concludeva con la constatazione di una comunanza di vedute m con lo statista siciliano. Entrambi, Crispi e Sonnino, erano uniti da un forte sentimento dello Stato, superiore agli interessi regionali e settoriali, alimentato dalla consapevolezza che il post-Risorgimento doveva essere caratterizzato da un grande slancio innovatore e legislativo. La smania di risolvere e di conchiudere,26) rafforzata dalla formazione largamente illuministica27) dello statista siciliano, si incontra con l'ansia riformatrice e col liberalismo radicale di Sonnino sul terreno comune del patriottismo; anche se l'origine di questo patriottismo è diversa nei due uomini politici. In particolare, Crispi si nutriva delle memorie dei favoleggiati, antichi Parlamenti dell'età normanna, trasfigurati nella fantasia dei dottrinari e dei loro seguaci in una sorta di Stato modello che, sin dalle origini, ha sempre goduto della piena facoltà legislativa, congiuntamente al re.28) Tesi politica, quest'ultima, destinata a mescolarsi alla nostalgia e lontananza dello Stato sentita dal Crispi nel corso della lotta contro i Borboni e, successivamente, al momento dell'edificazione delle nuove istituzioni unitarie.29) La nostalgia della libertà perduta veniva trasferita da Crispi nel bisogno di uno Stato nuovo da costruire al di là dei settorialismi e dei regionalismi. L'incontro con Sonnino avviene, quindi, sul terreno comune della ricerca di uno Stato nuovo da creare dopo la rivoluzione risorgimentale; su un terreno dove il giacobinismo riformatore e statalista di Crispi confinava col radicalismo agrario e liberale del politico toscano.
L'incontro tra i due uomini politici ebbe il suo suggello definitivo nel dicembre del 1893 quando Sonnino acconsentì a far parte del ministero Crispi. Prima che il politico siciliano fosse richiamato alla presidenza del
23) p, CRISPI, Le elezioni del 1886. II. La XV Legislatura, in Discorsi elettorali dì., pp. 203,216.
24) F.CRISPI, Le elezioni del 1886. III. Il risanamento dello Stato, in Discorsi elettorali cìU, pp. 217-237. ' * *
25) S. SONNINO, Leggi sociali cit., p. 541.
26) G. VOLPE, Italia moderna, voi. I, 1815-1898, Firenze, 1973, p. 200.
27) G, FÀLZONE, op. cit, p. 68.
2?) E. Sci ACCA, Introduzione, a N. PALMEW, Saggio storico e politico sulla Costituzione del Regno di Sicilia, Palermo, 1972, p. 23.
29) G. FALZONE, La Sicilia di Crispi, in // Risorgimento a Palermo, Palermo, 1971, pp. 197-212. '