Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO; SONNINO SIDNEY
anno <1986>   pagina <286>
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Antonio Jannazzo
Consiglio, Sonnino aveva assunto una posizione critica verso le altre solu zioni governative e aveva preparato la strada al ritorno di Crispi al potere; aveva criticato il governo Giolitti perché interprete di un liberalismo inteso come arte di governo e non come maggiore idealità, perché privo del sentimento della giustizia fiscale e della socialità; *B e aveva preso le distanze da Rudinì, pur esprimendo il desiderio di aiutare a colmare il disavanzo e a migliorare la finanza . 31> Insomma, l'azione di Sonnino, nel tempo che intercorre dal primo al secondo governo Crispi è rivolta a sottrarre il centro all'influenza della politica giolittiana che già si andava delineando. Laddove il male è così grave che né le sole economie né le sole imposte avrebbero bastato a sanarlo , Giolitti lamenta Sonnino intende superarlo ora facendo sperare nelle sole economie , ora con l'enunciazione della ricerca di almeno 40 milioni di imposte . Al contrario Sonnino prospetta la combinazione di economie e dì imposte, una riforma tributaria che non inaridisca la fonte dell'accumulazione dei capitali e una politica sociale di difesa dei ceti più deboli e del Mezzogiorno. I problemi sociali incalzano sottolinea e giustizia e buona politica vogliono che si metta mano risolutamente a provvedimenti legislativi che siano atti a tutelare maggiormente nelle dure e crudeli lotte della concorrenza, la vita, la salute e la dignità delle classi rurali in molte Provincie d'Italia ; il suo pensiero va ai contadini siciliani e alla questione che si è fatta minacciosa con l'organizzazione dei Fasci.
Il discorso che Sonnino tenne a Scandicci, e che conteneva i cardini del progetto di riforma fiscale e le proposte di riforma dei gravosi contratti agrari, avveniva nel cuore di una crisi che alla fine avrebbe condotto al nuovo ministero Crispi. Senza una forte spinta propulsiva, che solo Crispi poteva dare, le ambizioni riformatrici di Sonnino rischiavano di cadere nel vuoto. Egli stesso ne è consapevole, e ne parla al Re, affermando che Crispi è una macchina potente che bisogna impiegare ad uno scopo utile . Anche a Zanardelli, indicato come possibile presidente del Consiglio, Sonnino ribadirà che senza Crispi alcune misure fiscali odiose non avrebbero potuto avere un largo consenso in Parlamento; e, alla fine, nell'incontro con Crispi dell'8 dicembre 1893, manifesta la sua completa disponibilità, sicuro che egli avrebbe badato alle cose, e voluto agire energicamente . 35> Energia ed iniziativa "politica erano, infatti, necessarie dinanzi alla disastrosa condizione del bilancio dello Stato e all'incalzare degli avvenimenti siciliani e del movimento dei Fasci che andava prendendo piede nell'isola. Sonnino ne sapeva qualcosa; un suo seguace gli aveva scritto che in Sicilia se ne
so S. SONNINO, Discono pronunciato a Scandicci {1893), in Scritti e discorsi extra­parlamentari cit., pp. 539-540.
31) Sonnino a Rudinì, Roma, 2 marzo 1891,. in S. SONNINO, Carteggio 1891-1913, a cura di B. F. BROWN e P. PASTORELLI, Roma-Bari, 1981, p. 7.
32) s. SONNINO, Discorso pronunciato a Scandicci cit., p. 534.
33) Ivi, p. 544.
34) 5. SONNINO, Diario cit,, p. 153.
35) /vi, p. 174. -'ti vs