Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO; SONNINO SIDNEY
anno <1986>   pagina <288>
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Antonio Jannazzo
i mezzi per colmare i vuoti derivatine . 43> Inoltre, proprio nelle setti­mane che precedettero lo stato d'assedio, era crollato il sistema creditizio italiano; per riprendere in mano la situazione economica e finanziaria del paese occorreva ristabilire l'ordine pubblico in Sicilia . *>
La parola passava inevitabilmente a Sonnino, che era il ministro delle Finanze e del Tesoro, sul quale ricadeva il movimento dei tributi locali, l'impiego di risorse per la colonizzazione interna e la riorganizzazione del sistema creditizio in gravi difficoltà. Sonnino si comportò verso Crispi in quell'occasione, come avrebbe fatto qualche anno dopo a proposito delle spese militari e della guerra d'Africa, frenandone tutte quelle impetuosità che potessero risultare dannose all'equilibrio delle finanze. Già era nota la predisposizione sfavorevole di Sonnino verso ogni progetto di coloniz­zazione interna, che gli appariva tardivo, privo di una vasta base parla­mentare di sostegno e gravoso per le finanze italiane in un. momento molto critico per l'equilibrio del bilancio. Egli stesso ribadirà ancora le sue posi­zioni nel corso di tutto il periodo di governo Crispino. Mi sembrano poesie , scriverà a Barazzuoli, il ministro dell'Agricoltura, 1*8 aprile 1895, a proposito delle proposte di Crispi sulla quotizzazione dei latifondi. Ma non è davvero poesia incalza ancora ma prosa brutta e pericolosa il dire che le spese per tutte queste belle cose saranno anticipate dal Tesoro. A ciò mi dovrei ribellare nel modo più assoluto, perché si tratta di spese enormi [...]. Lo sperare in un rimborso dei comuni è un pascersi di illusioni. Basta conoscere le condizioni di quelle finanze locali [...]. È poesia il parlare di obbligare entro venti anni i proprietari a far tutti i miglioramenti, le case coloniche, le stalle, le cisterne, le strade [...]. Ci vogliono secoli di benessere per ottenere tutto questo [...]. Ma quel che è peggio concludeva è che alimenteremo il malcontento delle popola­zioni, fomentando un sentimento di ingiustizia patita .45> Nessuna improv­visazione era possibile per Sonnino sul terreno delle spese, come su quello delle entrate, compresi quei tributi locali che erano parte delle rivendica­zioni del movimento dei Fasci; ogni decisione doveva essere rinviata al momento di quell'esposizione finanziaria che avrebbe collocato anche la tematica dei tributi locali all'interno di un quadro globale da tempo in preparazione. Crispi, che aveva agito in un primo momento all'* insaputa di Sonnino , telegrafa alle associazioni lercaresi il 29 dicembre 1893: Decretare o togliere imposte J competenza del Parlamento e nel riordina­mento dei tributi locali, che presenteremo, ci studieremo migliorare le condizioni dei non abbienti.46) Ogni decisione è rinviata all'esposizione finanziaria del ministro Sonnino. Ma, nel frattempo, scartata la richiesta di operare più celermente attraverso la forma del decreto-legge, il prestigio personale del presidente del Consiglio cadde in modo verticale nonostante
43) Jvlt p. 302.
44) S. M. GANCI, La Sicilia contemporanea, in AA.W., Storia delta Sicilia, direttore R. Romeo, voi. Vili, Napoli, 1977, p. 190.
45) Sonnino a Barazzuoli, Roma, 8 aprile 1895, in S. SONNINO, Carteggio cit., pp. 124-127.
4 F. RENDA, op. cit., p. 310.