Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO; SONNINO SIDNEY
anno <1986>   pagina <289>
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Sonnino e Crispi
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Crispi stesso si fosse affrettato a presentare un provvedimento articolato per sette punti: modifica del patto agrario; limitazione delle ore di lavoro nelle miniere; obbligo di pagare i salari in moneta; aiuto all'emigrazione volontaria; revisione dei ruoli dei tributi comunali; abolizione del dazio di uscita degli zolfi; dichiarazione per la Sicilia di un punto franco doga­nale. Anche fu diffusa la notizia della imminente presentazione di un pro­getto di legge per la quotizzazione obbligatoria delle terre comunali ai contadini.47* La situazione precipitava; le notizie dalla Sicilia che si dovesse in ogni modo disturbare l'attuazione del programma Crispi e che il comitato segreto socialista operava per creare il maggior numero pos­sibile di imbarazzi al governo , spinsero Crispi alla rottura di ogni indugio e alla proclamazione dello stato d'assedio.48) Le preoccupazioni di Sonnino per l'equilibrio finanziario e per la difficile situazione creditizia da sanare al più presto avevano agito sullo sfondo delle decisioni di Crispi; ma soprattutto erano prevalse nella decisione di reprimere i Fasci le preoccu­pazioni unitarie contro i rischi di separatismo e la necessità di fare preva­lere le esigenze dello Stato. Ricordando Crispi molti anni dopo, Sonnino sottolineò come lo statista siciliano in un periodo fortunoso per l'Italia, mise con eroica abnegazione, tutta la grande sua forza politica a servizio dell'ardua ed ingrata, per quanto indispensabile, opera della restaurazione finanziaria del paese. Per far ciò dovette reprimere in sé molti generosi impulsi, frenare molte nobili impazienze ed elevate aspirazioni, attirando insieme sul proprio capo odii implacabili ed affrontando fierissimi dolori .fl* Gli impulsi generosi e le impazienze erano stati tenuti a freno non solo da Crispi ma anche da Sonnino. Quest'ultimo aveva guardato con attenzione al movimento contadino siciliano; aveva scritto a Colajanni per entrare in possesso dei deliberati del congresso di Corleone, dove era stato proposto di limitare lo sfruttamento che, mediante l'introduzione del terra-tico , si cercava di attuare ai danni del mezzadro; si era messo in contatto con Verro, dopo l'elaborazione di un progetto sui patti agrari maggior­mente garantista verso i contadini, anche se chiuso alla richiesta più radi­cale della trasformazione dell'affitto in mezzadria.50) Restava però come è stato scritto il fatto che, grazie all'iniziativa sonniniana, le rivendica­zioni contadine, sia pure in forma riduttiva, richiamavano l'attenzione posi­tiva del legislatore, ed era la prima volta che ciò accadeva nella storia parlamentare dell'Italia capitalistica, mentre altri non voleva sentir ragione e imbracciava il fucile in senso di minaccia .5n Ora, ministro delle Finanze e del Tesoro, Sonnino si sforza di collocare qualsiasi provvedimento di riforma o iniziativa politica entro il rigido contesto degli equilibri generali di bilancio, contribuendo a ridurre nelle giornate più difficili, tra la fine del 1893 e l'inizio del 1894, i margini dell'iniziativa politica di Crispi.
m Ivi, p. 311.
4) Ivi, pp. 313-316,
4) s. SONNINO, Francesco Crispi, in Rivista di Roma, 12 gennaio 1905, p. 5.
50 F. RENDA, op. cit., pp. 220-221 e 230-231.
51) Ivi, p. 231.