Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO; SONNINO SIDNEY
anno <1986>   pagina <290>
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290 Antonio Jannazzo
L'esposizione finanziaria che Sonnino fa al Parlamento il 21 febbraio 1894 è polemica verso il passato, verso i quindici anni in cui con belle frasi, fidandosi nell'alchimia del credito si sono sperperati milioni e mi­liardi s2) e vuole aprire una fase di nuove e maggiori imposte e di ridu­zione di spese. La sua linea è rivolta ad un maggior controllo dello Stato sui privati azionisti della Banca d'Italia, in coerenza con la visione stata­lista che lo animava. La nascita, in dicembre, con prevalente apporto tedesco, della Banca commerciale a Milano e poi quella del Credito italiano a Genova porranno le basi per il decollo della grande industria . s) È una linea di grande interventismo statale che presenta numerosi versanti: di politica economica, di politica sociale e di politica fiscale. Sul terreno fiscale Sonnino propone il ripristino sulla fondiaria dei due decimi aboliti con la legge del 1886 e del 1887; l'elevazione al venti per cento dell'aliquota generale della tassa di ricchezza mobile sulle cedole della Rendita; l'aumento della pressione fiscale su imprenditori, professionisti e impiegati dello Stato fino a giungere ad una nuova tassa sulla Entrata netta disponibile, livel­latrice delle più evidenti sperequazioni, soprattutto come una equa com­pensazione del maggior contributo proporzionale che le piccole entrate danno al pubblico erario per via delle gravose tasse di consumo ; **> l'aumento di un decimo sulle tasse di successione e cinque centesimi di aumento sul sale. Questi provvedimenti, esposti tra le proteste e i commenti aspri di tutte le varie parti dell'aula, colpivano quasi tutti i settori sociali: gli agrari, i grandi detentori di rendite e i piccoli risparmiatori, gli industriali e i proprietari, le classi popolari. Sulla base delle premesse di giustizia fiscale e di rinsaldamento del potere statale, Sonnino rivolge la sua atten­zione alle condizioni del Mezzogiorno e della Sicilia in particolare dove la questione dei bilanci comunali si presenta più viva ed acuta,55) per proporre i ribassi delle tariffe merci e una serie di provvedimenti riguar­danti i tributi locali. Le più elevate considerazioni di ordine politico e sociale richiedono con urgenza egli afferma una trasformazione di tutto il sistema tributario locale, specialmente in alcune Provincie, dove il peso dell'imposta gravita sproporzionatamente sulle classi più misere; propone, come primo passo , il consolidamento dei canoni di abbona­mento al dazio consumo per un decennio e l' abolizione immediata del dazio governativo sulle farine, paste e pane d'ogni natura, trasportandolo, nella misura fissa di lire due, alla frontiera e limitandolo ai soli dazi doganali su frumento e farina o paste di frumento , in un contesto che vietava ai comuni di aumentare le sopra tasse locali. *) Attraverso l'aumento del dazio doganale Sonnino sperava di rendere meno dura l'imposizione dei due decimi della fondiaria ai proprietari terrieri, di bilanciare il minore
59 S. SONNINO, Esposizione finanziarla, Tornata del 21 febbraio 1894, in Discorsi parlamentari, voi. II, Roma, 1925, pp. 80*81.
55) F. PONZI, op. ctt., p. 794.
54) s. SONNINO, Esposizione finanziaria cit., p. 89.
55) Ivi, p. 79.
56) Ivi, p. 103.