Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (FIORENTINI-SPAVENTA); FIORENTINO FRANCESCO LETTERE; S
anno
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1986
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pagina
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293
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STATO GIURIDICO E STATO ETICO NELLE LETTERE DI F. FIORENTINO A S. SPAVENTA
In occasione del dibattito parlamentare per la legge sulle convenzioni ferroviarie, il conflitto tra la Destra e la Sinistra prese aspetto ideologico, come di conflitto tra due diverse e opposte concezioni dello Stato e della libertà. Silvio Spaventa, già ministro dei Lavori Pubblici nel gabinetto Minghetti, per giustificare la tesi dei moderati sulla nazionalizzazione delle ferrovie, ricorse ad argomenti che investivano i fondamenti del liberalismo. Il 24 giugno del 1876 egli fece in Parlamento la seguente dichiarazione: Io non voglio ora fare una teoria dello Stato. Per me lo Stato ha avuto nella storia diverse forme e fini. Avvi lo Stato guerriero; avvi lo Stato ieratico; avvi lo Stato commerciale; avvi il Rectsstaat, come dicono i tedeschi, lo Stato di diritto, di cui si fa tipo il governo inglese. Avvi poi lo Stato moderno, lo Stato che diciamo Stato civile. Sotto tutte queste forme diverse, io concepisco lo Stato in questa guisa. Esso, per me, è la coscienza direttiva, per cui una nazione sa di essere guidata nelle sue vie, la società si sente sicura nelle sue istituzioni, i cittadini si veggono tutelati negli averi e nelle persone. Nello Stato adunque avvi giustizia, difesa, direzione. Questa direzione ora fa dello Stato uno Stato guerriero; ora uno Stato che ha per scopo più la salvezza futura delle anime, che non la loro soddisfazione e perfezione in questo mondo, come gli Stati ieratici; ora fa dello Stato un'attività commerciale, come la lega Anseatica, come la compagnia delle Indie; ora fa dello Stato quello che è oggi lo Stato moderno: lo Stato il quale non si restringe solamente a distribuire la giustizia e a difendere la società, ma vuole dirigerla per quelle vie che conducono ai fini più alti dell'umanità . *> Nel precisare il concetto di Stato direttivo, operante nella società civile, lo Spaventa toccava il punto in cui il liberalismo differisce dal socialismo e che consiste nella subordinazione dell'economia alla politica (etica), per cui l'attività statale non è rigida ma flessibile: muta a seconda dei bisogni e delle situazioni sociali: Oggi lo Stato prende le ferrovie, domani le lascia e prenderà altro , egli affermava; aggiungendo che la direzione impressa dallo Stato alla società è verso la civiltà. 2>
Lo Stato moderno , ripigliava lo Spaventa, nasce dal così detto Stato di diritto, cioè da quello Stato, in cui tutti i cittadini si sentono e si riconoscono uguali innanzi alla legge. Questa uguaglianza è, si può dire, il frutto della storia dell'Europa sino alla Rivoluzione francese. Da questo
t) S. SPAVENTA, Le ferrovie e lo Stato, in La politica delta Destra. Scritti e discorsi raccolti da B. CROCE, Bari, Laterza, 1910, pp. 226-227.
2) Ibidem.